2. Esperienza da strega urbana

14/01/2018

Ma sei seria? Lo chiedi a me che mi chiamo urbana pure di nome? scherzi a parte, quando ho deciso di aprire questo blog il nome mi ha portato via mooooolto tempo; mi piaceva l’idea di mettere insieme le mie due anime, quella più spirituale e quella più mondana. Ho giocato per parecchio tempo con i nomi e con i loro significati, mi piaceva molto il termine metropolitana, ma il suo secondo significato non c’entrava niente con me mentre urbana mi piaceva un sacco; da una parte la mia anima cittadina, dall’altra quella cortese; perché per quanto all’occorrenza io sia una vera stronza sono estremamente educata.

La domanda o meglio la proposta di raccontare un’esperienza da strega urbana mi lascia ad ogni modo alquanto perplessa. Non vado mica in giro a fare proselitismo fra i poveri della città. Ho sempre pensato che la religione fosse tutto sommato una cosa personale e non mi viene naturale associare la vita spirituale con la vita mondana.

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20/01/2018

Sono passati sei giorni da quando ho iniziato questa riflessione, mi sono presa del tempo per un paio di ragioni; la prima è stata che mentre scrivevo non so quale accidenti mi ha cancellato tre quarti di pezzo, mi sono arrabbiata con Francis Drake (è il nome del mio pc); l’ho mandato a quel paese (chi mi conosce sa che in realtà gli ho detto ben di peggio) e sono andata a fare altro continuando a pensare e a ripensare alle cose che tutto sommato mi piacciono e che mi danno fastidio; la seconda molto più prosaicamente è che avevo altre cose da fare!

Qualche anno fa una mia amica scherzando a proposito delle serie di incontri che stavo facendo in quel periodo “Vai e diffondi il verbo!”

La nostra religione è spesso oggetto di grande curiosità, di grandi incomprensioni e di grandi fraintendimenti. E’ lodevole che così tante pagine e blog vertano su questo argomento ma talvolta mi sembra che stiamo cadendo in una sorta di vero e proprio proselitismo con tanto di propaganda “la mia religione è una vera meraviglia!” Non sono certa che questa sorta di tendenza in realtà mi piaccia veramente; in quanto io stessa admin di un blog e di una pagina non posso togliermi dal mucchio facendo la splendida; ma questo pensiero mi continua a frullare in testa; soprattutto perché non tutto quello che leggo in giro mi piace…

Continuerò a pensare ancora un po’ e continuerò a fare le mie valutazioni più o meno personali. Voi come vedete questa esplosione di attenzioni nei confronti della magia?

 

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Luna nuova, luna blu

Buona sera streghine e streghette oggi inizia una nuova lunazione che a ben guardare non è così semplice catalogare come potrebbe pensarsi di primo acchito. E’ la seconda luna del mese di Gennaio, per cui viene chiamata luna blu; ma nonostante il plenilunio splenderà nei nostri cieli l’ultimo giorno del mese sarebbe da considerare ad ogni modo la luna di febbraio!

Come ci si comporta in questi frangenti? Dipende un po’ da quello che vi interessa maggiormente e da come suddividete il vostro lavoro magico.

Nella luna di febbraio di norma si lavora sui nuovi progetti, gli inizi, le nuove idee e cose di questo genere; la luna blu è generalmente dedicata al lavoro psichico e al lavoro sui sogni.

Sono attività che volendo potete combinare tranquillamente insieme, visto che i progetti spesso e volentieri sono legati alla nostra vita pratica mentre si suppone che i sogni li facciamo di notte, dormendo. Io credo che questo mese dedicherò una parte delle mie giornate ai miei progetti, mentre la sera farò delle meditazioni per il lavoro sui sogni (ho anche trovato un bel quadernetto tutto sbrilluccicoso per annotare il lavoro onirico)

Vi ricordo, ultimo ma non meno importante, che se lo desiderate oggi è il giorno ideale per cambiare gli arredi del vostro altare e rinnovare lo spazio sacro.

 

1. Che tipo di strega sei?

Siamo solo alla prima domanda di questa chellenge e io sono già in crisi nera! E’ tutta la settimana che mi scervello per trovare non dico necessariamente una risposta intelligente al quesito ma quanto meno una risposta.

Perché si fa presto a dire strega, ma definire la propria essenza non è una cosa così semplice come si potrebbe immaginare; fino a qualche anno fa probabilmente avrei detto “normale” perché in fondo per me essere una strega è più un modo di essere che altro. Sono una strega praticamente da che ho memoria, e per me è talmente normale che ogni tanto rischio di darmi per scontata da sola, sopratutto di questi tempi in cui la magia è in grande spolvero e praticamente chiunque abbia letto Harry Potter si definisce una strega anche se poi nella realtà non lo è affatto.

Non seguo una tradizione particolare per cui secondo i canoni sono una strega eclettica.

Non sono membro di un coven per cui sono una strega solitaria.

Mi piacciono le erbe e i cristalli per cui secondo i libri di testo sono una strega verde.

Non mi piacciono i malocchi per cui in teoria non sono una strega nera.

Mi piacciono i rituali elaborati per cui sono una strega cerimoniale.

Discendo da una famiglia di streghe per cui sono definita una fam-trad.

Io detesto le etichette, di qualunque forma o colore esse siano, per cui sono una strega e bona li.

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