La luna di Settembre

Buongiorno, o meglio buona sera e ben ritrovati a tutti i lettori del blog… mi sono presa una pausa, infinita, causa problemi tecnici (mi è morto il pc) ma finalmente sono tornata e le mie ditine non vedevano l’ora di potersi ri-attacare alla tastiera. Da questa sera tornano, finalmente vorrei dire, gli articoli dedicati alla luna del mese e dato che oggi è luna nuova sono capitata a fagiolo. Ho deciso di modificare il taglio degli articoli, credo che diventerà più uno sguardo, da strega si intende, sugli argomenti della luna in questione, ma visto che sono sempre “work in progress” potrei cambiare idea altre cento volte…

Ero già tutta galvanizzata all’idea di scrivere sulla luna di settembre, convinta che trattasse del tema del raccolto … invece no!!! Il tema “ufficiale” proposto da Dorothy Morrison nel suo libro “L’arte della strega” è: la telepatia. Non credo di riuscire a scrivere 30 articoli dedicati a questo argomento, potrei addormentarmi di schianto solo all’idea, anche se sicuramente ne parlerò; anzi se avete domande o richieste non fatevi problemi e chiedete pure.

Oggi più che parlare del raccolto me ne tornerei a dormire, questa notte i gatti del quartiere hanno fatto festa e io non ho praticamente chiuso occhio; ma bando alle ciance, questo è il momento ideale per rinnovare il vostro altare con un bel panno colorato; i colori suggeriti per questa luna sono il lavanda e il porpora, vi consiglio di orientarvi sull’uno o sull’altro perché insieme formano una combinazione che trovo terrificante, ma io sono una bilancia e come tale sono una vera precisetti quando si tratta di combinazioni cromatiche.

Dicevo, panno colorato, candele abbinate o bianche che andate sempre sul sicuro, piantine e frutti di stagione sono il corollario perfetto per questo allestimento. Appena finito di scrivere andrò a sistemare il mio, sempre che i gatti non cerchino di farci un pisolino sopra. Ho trovato una bella sciarpa nei toni del viola/lilla con dei fili argentati, delle candeline più o meno dello stesso colore e avendo recuperato il mio turibolo disperso in qualche scatolone posso usare una miscela di mirra, salvia e pimento per l’incenso senza dover ricorrere ai bastoncini in commercio … che altro? Ah, sì! A nord ho deciso di mettere una coppetta di sale fine triturato con delle erbe (salvia e pimento) e per l’ovest credo metterò un piccolo diffusore per le essenze con dell’acqua e qualche goccia di olio essenziale di salvia, non troppe perché il suo odore è piuttosto intenso.

Direi che per il momento è tutto, ricordatevi di rinnovare il vostro spazio sacro, finito l’allestimento dell’altare lo farò anche io. Noi ci leggiamo domani … un abbraccio a tutti dalla vostra Ilex.

Gli Dei dell’amore

Le divinità e gli archetipi preposti all’amore nella storia sono davvero innumerevoli; generalmente di sesso femminile ma talvolta anche maschile sono i protettori dell’amore in tutte le sue sfaccettature dal sentimento alla passione fisica.

  • Iniziando dalla nostra cultura, quella classica greco romana troviamo da una parte Venere, equivalente della greca Afrodite (di cui parleremo domani) e suo figlio Cupido, corrispondente del greco Eros o Amore. Se ci limitiamo al pantheon romano le corrispondenze (e anche le divinità) finiscono qui mentre in quello greco troviamo anche: (fra gli eroti) Anteros, dio dell’amore corrisposto; il già citato Eros dio dell’amore e del desiderio così come Hymeros e Pothos; Imeneo dio dei matrimoni; Hedylogos dio delle parole romantiche. (fra le divinità)Pan il dio silvano della fertilità e Peito, personificazione della seduzione e della persuasione.
  • Rimanendo sempre nel bacino mediterraneo ma spostandoci verso il pantheon egizio troviamo nell’ordine: Bes, dio della danza, del piacere e della musica; Hator e Bastet dee dell’amore, della danza, della musica e del piacere, della bellezza e della sessualità.
  • Spostandoci un pochino, ma restando sempre nel bacino mediterraneo troviamo nella tradizione etrusca: Albina (dea dell’aurora e degli innamorati infelici) e Turan (dea dell’amore e della vitalità).
  • Spostandoci in Mesopotamia troviamo la grande Ishtar (o Inanna) dea della fertilità, dell’amore fisico e della guerra e la dea Nanaya che impersona la sensualità e la voluttà.
  • Ci spostiamo a nord, nel bel mezzo della tradizione norrena (quella che seguo io); la capostipite degli archetipi preposti all’amore è nientemeno che Freyja dea dalle innumerevoli facce, il suo dominio va dall’amore alla guerra passando per le arti, la musica, lo sciamanesimo e la magia. Sempre nel pantheon nordico troviamo Frygg dea del matrimonio, delle donne sposate, dei doveri famigliari ma anche della divinazione; e per finire il dio Freyr dio della fertilità.
  • Come potete immaginare le tradizioni sono moltissime, praticamente ogni civiltà con un pantheon ha delle divinità dell’amore; nella tradizione induista gli archetipi sono: Kama, Rama e Parvati; nella tradizione cananea sono Astarte e Qadesh; mentre in quella cinese sono talmente tante che ho perso il conto praticamente alla terza riga …

Ognuno di loro ha un ruolo importante all’interno del suo pantheon e molto spesso le loro figure sono legate a storie e leggende avvincenti ed interessanti, avremo modo di conoscere più da vicino alcuni di essi (e i loro compagni o compagne) nei prossimi giorni.

Bel il luminoso

I fuochi di Beltane sono dedicati a Bel (chiamato in talmente tanti nomi che se ve li elenco tutti faccio notte) e infatti la traduzione del nome significa “I fuochi di Bel”.

E’ una delle figure archetipiche maschili che mi piacciono maggiormente, è strettamente legato al concetto di luce come colui che porta la luce dell’universo nel mondo. La sua diffusione si perde nella notte dei tempi e il suo culto viaggia per molti paesi nel corso dei secoli, vi sono tracce che lo danno per adorato dai Liguri, dai Celti e dagli Iberi, si sono trovate tracce del suo culto dalle regioni meridionali del bacino mediterraneo fino alle isole britanniche del nord estendendo di fatto la sua influenza su buona parte del mondo antico.

In una delle sue forme è considerato il Dio primordiale della luce nella cultura sumera e il suo culto si può assimilare a quello del persiano Mitra, del greco Apollo, del gallese Cernunnos, dell’irlandese Lugh o del britannico Herne (sì, proprio il cacciatore). Essendo il dio della luce la sua influenza arrivava praticamente ovunque ce ne fosse bisogno facendolo in tal modo diventare il guardiano dell’agricoltura e delle messi oltre che del bestiame e dell’allevamento; del tempo e di conseguenza delle temperature e delle condizioni atmosferiche;  ecco perché i fuochi purificatori di Beltane sono dedicati a lui, considerando l’importanza  che gli animali e i buoni raccolti avevano per le comunità non solo celtiche dei secoli passati.

La sua influenza però non era considerata da una mera accezione materiale, infatti la luce che portava con sé nel mondo era anche quella dello spirito e dell’intelletto, delle intuizioni che permettevano di fare nuove scoperte e di progredire nel campo delle invenzioni. Insomma si potrebbe dire che la sua energia arrivava a toccare molti aspetti importanti della vita umana.

La sua compagna, Belisama la splendente era la Dea del fuoco o meglio di tutte le attività legate al fuoco, come la cottura dei cibi, il lavoro e la forgiatura dei metalli sia per forgiare armi che per creare utensili o gioielli, tutte le attività di artigianato che vedevano un applicazione pratica dell’energia del fuoco venivano considerate sotto il dominio di questo archetipo a cui è consacrata anche la pianta del biancospino.