L’altare della luna delle nebbie

Questa luna è chiamata anche la luna oscura o luna della morte, perché è quella più vicina al Sabbat di Samhain. E’ una luna dedicata a l’abbandono delle cose ormai morte che devono essere lasciate andare, a l’introspezione, al lavoro sul sangue degli antenati e al collegamento con la nostra storia e il nostro passato.

In questo mese l’ideale è fare qualche lavoro, di ricerca o di meditazione con i miti dell’oltretomba tipo Ade e Persefone ma anche Kali, Ecate, Lakhsmi.                                Bast e Iside sono appropriati al periodo come lo sono Cernunnos, Herne e la Morrigan oltre naturalmente alla Cailleah e ad Arihanrod.

I colori sono scuri, cupi per cui nero, grigio, verde scuro, marrone, blu scuro e porpora sono indicati per il panno che copre il ripiano dell’altare, il colore delle candele e gli arredi in generale. Dato che però in ogni caso la quiete di questo periodo ci prepara alla rinascita interiore del prossimo Sabbat (quello di Yule il 21 dicembre) non dimentichiamo di illuminare il nostro altare con qualcosa che rappresenti la nostra luce interiore. Dei cristalli chiari, delle lanterne illuminanti, delle coppe di vetro con candeline galleggianti.

Per decorare l’altare l’ideale sono i tuberi, perché meglio di tutto il resto rappresentano il lavorio interiore che compiamo in questo periodo di discesa nell’Ade per poi ritornare al mondo, cambiate e rinnovate.

Per quanto riguarda le erbe per l’incenso, io prediligo gli odori freschi della canfora (in olio essenziale) e quelli più pesanti della mirra. Ma come sempre queste sono solo delle indicazioni di base che potete modificare a vostro piacimento.crepuscolo d'autunno

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La luna delle foglie cadute

Ok, lo posso dire? Io adoro la luna di ottobre! Sarà perché sono nata in questo mese (il 15 per chi non lo sapesse ancora!); ma per me è il vero spartiacque dell’anno. Sarà l’avvicinarsi di Shamhain una delle mie feste preferite ma quando arriva questo periodo dell’anno ho un desiderio di cambiamento che rasenta quasi l’assurdo.

La scorsa settimana non so bene per quale ragione, ho messo mano al mio profilo facebook , ad uno dei miei profili in realtà, quello legato alla pagina e al blog e ho iniziato un “repulisti” che alla fine è diventata una vera ecatombe. Via tutta la gente con la quale in due anni e mezzo non ho scambiato nemmeno un “ciao tu!”; via a tutte le pagine (che non ho mai seguito o che non pubblicavano niente da tre anni almeno), via, via, via.

Ho salutato anche quei venti/trenta centimetri di capelli che mi stavano sempre per aria senza una forma precisa e per essere sicura che si vedesse davvero bene che mi sono tagliata i capelli adesso ho delle bellissime ciocche rosse che mi fanno sembrare un folletto del fuoco.

Sento la necessità di cambiare, di tagliare i rami morti della mia vita, di fare cose nuove e di lanciarmi in nuove avventure… chissà a cosa mi porterà questa luna così speciale per me, che in fondo sono solo una fiammella.fuoco

 

Amar la strega e la sua creatrice a confronto.

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Questo mese sono felicissima di ospitare una persona che adoro e che è una continua ispirazione grazie alle meravigliose storie della sua strega, un benvenuto sul blog della strega urbana a Mara.

Mara, ormai sono anni che leggo i racconti della tua Amar, a parte l’ovvio riferimento al tuo nome di battesimo ci sono stati altri fattori che hanno influito sulla scelta del nome della protagonista della tua storia?

Sì il nome Amar è l’anagramma del mio, ma anche il cognome Accituc è l’anagramma del mio vero: Cuttica; di qui l’idea della stirpe di figlie della notte, inoltre volevo riportare le SUE verità del periodo, che va dalla sua nascita alla persecuzione delle streghe, attraverso pagine di vita comune.

Com’è nata inizialmente l’idea di metterti a scrivere questa storia?

Storia di una strega è nata dalla mia passione per il mistero, per la magia e il passato, da sempre affascinata da quei secoli bui di storia. Da bambina ascoltavo, amavo i racconti della mia nonna materna; di qui l’idea di far crescere Amar da nonna Armida.

Dopo che la madre, Rebecca Rachele l’abbandonò per paura di non crescerla bene, avendo lei stessa paura della sua natura di strega non essendo stata, in un’altra epoca, capace di salvare sua zia Carmon.

Sono cresciuta in una cerchia femminile come Amar e le sue prozie: Sarah e Micellina; in estate dai andavo in campagna dai nonni e mi piaceva scorazzare per i campi! Da li la casa avita al limitare del bosco dei sambuchi prima del crocicchio con Salem.

Lo so che non sei una “strega” nel senso che comunemente diamo noi, so che non pratichi le antiche religioni; ma le tue storie sono sempre molto accurate nei dettagli, i rituali, le proprietà delle piante e delle erbe, il ciclo delle stagioni e le nostre feste tradizionali, quanto ti sei documentata per essere così accurata?

Le vicende della mia Amar partono dalla sua nascita passando per l’infanzia, l’adolescenza, la maturità di donna e di strega; io che vivo in una città non ho mai visto una pianta medica ma mi sono documentata molto; ero con Amar mentre recideva con il bolline la malva.

Attraverso i suoi occhi ho imparato ad amare la natura e i suoi cicli. Ho letto diversi blog, romanzi, mi sono appassionata come una erbaria facendo filtri e pozioni, ogni cosa è stata verificata navigando sul web.

Ho gioito con Amar nei rituali, sentivo le luce della luna, i raggi sfiorarmi, perché io cercavo di pensare mentre scrivevo cosa provava lei in quel tempo lontano.

Amar mi è sempre piaciuta, fin dalla prima volta che ha incrociato il mio cammino, o io ho incrociato il suo, in cosa vi somigliate?

In cosa ci somigliamo dici? Nel fatto che lei non nega mai il suo aiuto a nessuno! Io amo ascoltare le storie altrui e se posso consigliare o aiutare materialmente con la mia persona.

Lei è nata nel tempo dopo Samhain, 8 Dicembre 1533; io 8 Giugno 1963 ed è morta prima di Yule nel 1563.

Ha avuto un solo grande amore Rubens Aslop, mago che le disse: “Ci rivedremo al di la del mare!” (lui si mise in salvo prima della fine, ma Amar sapeva che il suo destino era di dover affrontare il rogo).

Dopo 400 anni lei risorge a Cardiff, nel Galles, e trova Daniel Erland, mago discendente di Rubens.

Ci somigliamo perché anche io ho delle figlie femmine, inoltre nel non avere avuto un padre. Lei perché è stata abbandonata dal suo (Paul Bruny), io perché l’ho perso quando avevo 7 anni ed in ogni persona che lo ha conosciuto cerco di saperne di più; lei, Amar con il suo grande cuore però l’ha ritrovato ed assistito nella sua fine.

E soprattutto in cosa differite?

In cosa differiamo dici? Nell’aspetto: lei è alta, con capelli neri con ciocche di luna e occhi color degli smeraldi; forte, impavida e coraggiosa! Ho amato correre con lei a piedi nudi con il vento nei capelli senza cuffia(le regole dell’epoca, le restrizioni dell’essere donna non le ha mai sopportate); sensuale (ha avuto diversi amori); degli amanti premurosi e io no.

Nella mia vita purtroppo non mai avuto quello che cercavo, quello che ho dato a lei … due menti che si comunicano. Daniel è tutto ciò, mentre mio marito è molto orso e io sono timida, goffa, ho paura, sono ansiosa.

Ci sono delle qualità, caratteriali o di altro genere che le hai dato che vorresti avere o che vorresti avessero le tue figlie?

Le qualità caratteriali che le ho dato sono tante sono molte: risponde a tono senza mai abbassare lo sguardo. Anche durante le violenze fisiche, le torture non ha mai abbassato lo sguardo; tanto che il suo accusatore, il suo carceriere si era infatuato molto di lei, ma poi vedendola così ardita l’ha lasciata in pasto alle folli, bramose di vedere e di godere del male altrui.

Ha poteri che le derivano dal suo sangue di strega, bramosa di conoscenza, affettuosa, caritatevole. Con lei ho sofferto nelle sue perdite mentre cercava in tutti i modi di salvare la sua adorata nonna Armida e tutti quelli che la circondavano.

Le ho dato una sorellastra, Janu Bruny e delle amiche: Sarah, Bridget e Anne, figlie delle figlie della sua amata Salem perché non fosse sola come me che sono figlia unica e non ho amici.

Ti faccio un ultima domanda: se potessi chiedere un incantesimo alla tua strega da portare nella tua vita concreta quale sarebbe?

Un incantesimo nella vita reale? Farmi volare a Salem, dato che mi piacerebbe viaggiare per vedere con i miei occhi quello di cui ho scritto; ma sopra ogni cosa tornare nel passato per vedere il volto di mio papà, sentire la sua voce di cui non ho ricordo!