Quando il nervo salta

Ci sono dei momenti in cui le scatole girano come pale di elicottero ma noi siamo impotenti davanti alle circostanze esterne! Lo so, in un mondo perfetto saremmo in grado di farci scivolare tutto di dosso, ma sappiano perfettamente che questo non sempre è proprio possibile, almeno io non ci riesco, se voi avete la ricetta infallibile vi prego di mandarmela che così la posso provare.

Che fare allora?

In questi casi, visto che difficilmente posso prendere a sberle chi vorrei o dare una lezione a quel che mi infastidisce l’unico rimedio che per me funziona in certi casi è l’attività fisica… non vado a correre perché sono di una pigrizia catastrofica e non corro se non in casi veramente eccezionali ma, mi piace ballare e pur essendo stonata come un coro di rane rauche in caso di necessità accendo lo stereo a tutto volume e inizio a saltare (ballare) in giro per tutta la casa fino a che non mi passa il nervo… se il caso è veramente, ma veramente grave posso anche cantare a squarcia gola! Questa è l’ultima risorsa della disperata perché l’ultima volta che ci ho provato il gatto ha cercato di scappare di casa e non riuscendoci si è nascosto nell’armadio!!!

ho fatto un casino

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Basta un poco di zucchero

zollette-zucchero

Una delle cose che amo maggiormente della magia simpatica è che si può mettere in pratica con pochissimi elementi, molti dei quali facilmente recuperabili dalla dispensa di casa.

Gli incantesimi che utilizzano lo zucchero mi sono sempre stati particolarmente graditi, non so, mi mettono allegria! Mi piace l’idea di “addolcire” le mie posizioni nei confronti di un altra persona con la quale sono in disaccordo.

Sempre vero il detto indiano che prima di giudicare qualcuno dovremmo passare un ora nei suoi mocassini, ma visto che questo non sempre è possibile meglio prendere un foglietto di carta, scrivere il nome della persona in questione, metterlo nella zuccheriera e lasciare che le proprietà addolcenti dello zucchero facciano il loro lavoro, per qualche giorno o per una lunazione.

1. Il mistero della propria autoindividuazione

E’ talmente complicato che ogni volta che riguardo per una ragione o per l’altra questo mistero mi chiedo cosa diavolo sia!

Non so se è un problema di tradizione, in fondo l’autrice del libro è Americana e non è detto che tutti i modi di dire poi siano conosciuti anche nella nostra lingua. In sostanza si tratta più di una auto realizzazione, trovare quella che potremmo definire la nostra personale strada verso il successo!

Qui direi che inizia a cascare l’asino perché il successo è un concetto assolutamente personale e relativo, in generale chi pensa ad una persona di successo la abbina a carriere prestigiose e molto denaro mentre io penso che sia una questione molto più profonda e intima di quanto pensiamo.

Prendo il mio esempio personale, io scrivo e voglio fare la scrittrice, ovviamente sogno di pubblicare i miei libri e che qualcuno li compri, ma non immagino la mia vita fra interviste e feste modaiole, non immagino orde di fan a caccia di autografi perché francamente non mi interessa molto.

Quando ero più piccole forse potevo sognare o immaginare di sognare una vita fatta di lustrini e paillettes, a 5 anni volevo essere una principessa, poi crescendo e rendendomi conto delle responsabilità che comporta ho optato per qualcosa di un filino meno impegnativo anche se non comprende una tiara e abiti con la sottogonna (per la sottogonna mi dispiace molto)

Nel tempo ho riflettuto molto su questo particolare punto mi sono chiesta e richiesta dove io volessi andare, che tipo di persona io volessi essere e diventare. Sono una bilancia per cui l’equilibrio è la nostra croce e la nostra delizia, sempre in affanno per cercare di avere una stabilità per quanto creativa e in movimento, la continua tensione fra materiale e spirituale è un vero cruccio che talvolta spinge a trascurare un aspetto in favore dell’altro; per cui ho capito che la mia vera realizzazione è trasmettere un pezzettino di me, della mia personalità, del mio spirito in tutto quello che faccio, per questa ragione quando è arrivato il momento di scegliere il colore candela legata a questa via di potere ho optato per il viola, il colore secondario che nasce dall’incontro fra il blu colore dello spirito e il rosso colore della materia.

Mi sono dovuta adattare in realtà perché per me lo spirito ha un colore più evanescente tipo dorato e luccicoso e il mio colore della materia è il marrone come la terra, ma non ho trovato da nessuna parte una candela marrone glitterata e in attesa di farmela da sola mi sono presa il viola che comunque avevo già in casa. Non ho usato nessun simbolo per la mia candelina, non sono abile con i coltelli e francamente non mi è venuta in mente nessuna immagine che potesse rappresentare al meglio la mia idea. Anche la scelta dell’olio essenziale mi ha dato qualche gratta capo… alla fine ho mescolato insieme olio di rosa e pepe nero, per ricordarmi che per quanto io sia sempre alla ricerca di un equilibrio fra le mie mille me, sono una donna estremamente impulsiva che ama i contrasti.

rose e pepe nero