Tiriamo le somme

Ed anche un sospiro di sollievo! questo anno magico è giunto al termine, oggi è l’ultimo giorno della luna di dicembre ed io incredula e stupita posso dire di avercela fatta.

La partenza era andata liscia come l’olio, un articolo al giorno … fino a maggio nessun problema. Poi il predecessore di Sir Francis Drake (ebbene sì, battezzo gli oggetti) ha pensato bene di prendersi un colpo di fulmine, in senso letterale e mandare a quel paese me e le mie aspirazioni da scribacchina. Dopo avere smadonnato per un po’ ho trovato il degno sostituto, il mio fido compagno di scrittura anche se ero talmente demoralizzata che per un bel pezzo non sono riuscita a scrivere una sola parola.

A settembre mi sono detta, Ilex, stai calma, hai quattro mesi davanti e sei indietro di altri 4! Basta una buona pianificazione (sono solo due articolini al giorno) e per la fine della luna di dicembre sei in pari…

Ottobre… mi sale l’ansia… come cavolo faccio?

Novembre… PANICO!!!! Non ce la farò mai!!!!!

Dicembre. Ce la puoi fare. Sei in arretrato di 8 mesi, 8 articoli al giorno per le prossime 4 settimane e sei a cavallo!

Quello che avete appena letto è il mio delirio delle ultime settimane, perché dopo una promettente partenza, puntuale come un orologio con la luna di dicembre in cui sono riuscita a mantenere il programma, è ovviamente andato tutto storto. Un contrattempo via l’altro fino a quando la scorsa domenica mi sono resa conto che alla fine della luna mancavano solo 8 giorni. Mi sono praticamente tappata in casa e ho scritto fino a finire il programma che avevo stilato.

Soddisfatta? In parte sì.. non so se ve ne siete resi conto ma in tre settimane o poco più ho scritto qualcosa come 130 articoli (di cui diverse interviste) e posso dire che ce l’ho FATTAAAAAAA! Quello che mi rammarica un pochino è che molti argomenti sono rimasti giusto uno spunto di riflessione, spunti che sicuramente mi verranno utili in un prossimo futuro.

E adesso? Adesso mi prendo una pausa, mi faccio una tinozza di tisana alle spezie e mi svacco sul divano a fare il broccolo.

Domani? Luna nuova, strega nuova.

Io vi ringrazio per avermi seguita in questo lunghissimo viaggio durato 12 lune, vi auguro una piacevole serata e spero che la Dea sia sempre con voi. Con affetto Ilex.

P.s. Ci leggiamo domani, ma con moooooolta più calma. Baci baci

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Di ritorno, si spera…

Sono secoli che per una ragione o per l’altra sto lontana dal blog, le ragioni (e talvolta le scuse) sono talmente tante da risultare fin faticose da mettere su carta. Due traslochi in pochi mesi già da soli potrebbero giustificare la mia prolungata assenza anche se la cruda verità è una crisi scribacchina come non credo di averne mai avute in tutta la mia vita. Scrivere per me è sempre stato facile come respirare, ma nell’ultimo anno sembra che sia diventata la cosa più difficile del mondo, come decidere di fare una scalata in montagna senza corda e senza rampini.

Qualche mese fa ho partecipato ad un seminario di coaching dedicato al mondo del lavoro e avendo avuto la possibilità di usufruire di un pacchetto di sedute con un coach personale mi sono detta “perché no?” e mi sono lanciata in questa nuova avvntura, così per una volta sono saltata dalla parte opposta della scirvania e ho momentaneamente smesso di essere la terapeuta per essere come si dice la “paziente”. Quando si è abituati ad occuparsi sempre di qualcun’altro noi spesso finiamo in fondo alla lista delle cose importanti e all’inizio credo di avere preso questo percorso con un filino di superficialità o di presunzione che dir si voglia. Credevo che fosse facilissimo e che mi sarei divertita, invece mi sono ritrovata a dover scavare dentro di me in un modo che non facevo, o che evitavo accuratamente di fare da un sacco di tempo. Uno dei primi esercizi che la mia coach mi ha proposto di fare è stato quello di tenere una sorta di diario personale da scrivere come prima cosa la mattina, dopo il caffé, che altrimenti non so scrivere neppure il mio nome. Credevo che mi prendesse in giro e che fosse un emertita cavolta (non mi sono espressa con questa grazia, lo devo riconoscere!) e per qualche settimana ho fatto allegramente finta di niente. Quando lo ha scoperto mi ha rilanciato la proposta di scrivere per almeno un ora tutti i giorni; nella mia testa mi sono detta che cosa vuoi che sia? Ebbene la prima volta che ci ho provato dopo 2 minuti di orologio non avevo un fico secco da scrivere per cui mi sono dovuta spremere per riuscire a tirare fuori qualche cosa nei successivi 58. Non so esattamente cosa si sia sbloccato all’improvviso, so solo che ho iniziato a buttare, direi quasi a vomitare, le parole sulla carta e non riuscivo più a fermarmi; questo direi che è stato un inizio promettente visto che da quel giorno quanto meno riesco a scrivre un pochino tutti i giorni.

Inutile dire che la voglia di riprendere in mano il blog è sempre li, dietro l’angolo, accompagnata però dalla paura di rimanere inceppata un ennesima volta dietro cose alle quali non sono più certa di essere interessata, tant’ è che per il momento sono qui e spero di restarci ancora per un po’.

Baci Ilex

Lezioni difficili

Sono da sempre una strega in itinere, ma in questi giorni mi sono dovuta confrontare con due sensazioni che in fondo mi appartengono da sempre come bestia da combattere:  orgoglio e superbia che sono forse  le trappole  peggiori che possano capitare a chi come me affronta un viaggio di ricerca interiore, la presunzione di essere arrivati da qualche parte e per questa ragione pensare di essere in qualche modo migliori degli altri arrivando a permettersi di guardali dall’alto in basso come se noi avessimo capito tutti i misteri dell’universo e gli altri fossero solo dei poverini…ecco ieri mi sono sentita esattamente in questo modo, una specie di scarafaggio inutile ed indegno persino di calpestare il terreno.

Questo di base è il motivo per cui evito come la peste certi ambienti pieni di saputi,per non finire preda della mia stessa debolezza e la ragione principale per la quale ho scelto il motto della mia pagina; per ricordarmi ogni giorno in cui cammino sulla terra che io non sono migliore di nessuno, che faccio il mio pezzettino, che sbaglio, che inciampo, che sbatto il culo per terra e litigo costantemente con il demonietto pestifero che cerca di farmi sentire meglio di chi come me ci prova, ogni giorno.  Che prova a rialzarsi dopo avere fatto una cretinata madornale e preferirebbe scappare e nascondersi in una tana di topo piuttosto che dire “Ho sbagliato, ti ho ferito e ho paura che tu non mi possa perdonare!”  A chi come me tenta di essere una persona migliore, non perfetta, ma che almeno quando va a dormire non ha bisogno di distruggere gli altri per sentirsi un Dio sceso in terra. Per ricordare a me stessa che la strada dei nascosti è ogni giorno difficile e che non regala sconti, a nessuno; e che se ti sembra di avere vinto un passaggio per il paradiso dove ogni difficoltà è cancellata in realtà ti sei appena aggiudicato un giretto nel tuo inferno personale. Ogni tanto mi sono sentita anche io così e nel momento in cui me ne sono resa conto sono stata malissimo perché anche io ho avuto la stessa reazione istintiva, correre a rintanarmi, fare finta di niente e desiderare con tutta me stessa di poter cancellare il danno con un colpo di spugna, tanta era la vergogna che provavo per me stessa.

Sto capendo un sacco di cose in questo periodo, cose che magari con la testa avevo perfettamente inteso, ma che apprendi veramente solo quando vengono a bussare alla porta del cuore per metterti alla prova e no, non sto parlando di un uomo. Le relazioni umane e le reazioni sono le stesse sia che si parli del compagno della tua vita che di una sorella, di un fratello o di chiunque siamo in grado di amare veramente o che almeno proviamo ad amare sul serio accettando la cosa più difficile, almeno per me, il fatto che siamo tutti umani e per tanto perfetti nella nostra fallibilità.