I fuochi di Beltane

I fuochi di Beltane sono quelli che da secoli danno il benvenuto alla stagione estiva prendendo congedo dalla metà “oscura” dell’anno (che rivedremo a Samhain); per le popolazioni celtiche le stagioni erano solamente due, estate ed inverno ed accendendo i fuochi celebravano l’arrivo della bella stagione da una parte e cercavano di scacciare l’oscurità dall’altra. Non dimentichiamo che senza le comodità moderne sopravvivere al rigido inverno delle Highlands non era proprio una passeggiata e avere una testimonianza tangibile dello scampato pericolo era visto come un buon augurio per l’anno a venire. Non dimentichiamo che Beltane è fondamentalmente una festa dedicata alla fertilità per cui molto spesso sulla collina più alta del villaggio venivano accesi due grandi fuochi, uno di fronte all’altro e tutti gli animali del villaggio vi venivano fatti passare in mezzo. C’è chi pensa ad una sorta di rituale propiziatorio visto che gli animali procuravano carne, latte e pelli era importante che rimanessero in buona salute essendo fondamentali per la sopravvivenza del clan; un’altra teoria è che sebbene le conoscenze mediche dell’epoca non fossero certo paragonabili a quelle moderne l’idea del fuoco purificatore poteva essere di aiuto per eliminare eventuali parassiti sugli animali grazie al calore.

Il fuoco di questa festa rappresenta la passione, la passione che genera la vita ed in ogni villaggio venivano accesi grandi fuochi per celebrare e festeggiare. In Scozia, sempre nelle Highlands centrali questi fuochi venivano accesi tramite il cosiddetto “Fuoco delle necessità” (o fuoco della miseria); a tale scopo veniva utilizzata una tavola di legno di quercia forata in cui veniva inserito un palo (sempre di quercia) che veniva fatto ruotare velocemente con l’ausilio di una corda in modo da accendere il fuoco. Le persone che avevano il compito di tirare la corda per accendere i fuochi sacri erano per tradizione fissati con la regola del tre e dei suoi multipli oppure del nove, determinando in questo modo il numero di persone necessarie allo scopo.

In Galles invece si narra che nove uomini scelti del villaggio, dopo avere rimosso dalla propria persona ogni genere di metallo si recassero nei boschi circondanti le loro case per raccogliere nove legni con cui accendere le fiamme. I nove legni, sacri ai druidi erano: sorbo selvatico, quercia, salice, nocciolo, betulla, biancospino, melo, pino e vite oppure rovo. Ma dato che non abbiamo proprio delle documentazioni precisissime sui legni ci sono sostenitori di altre tesi che annoverano al posto delle ultime tre varietà di pianta: sambuco, tasso e vischio oppure ginepro. Io ho consultato diversi libri che parlano dei legni sacri e a giro li ho trovati più o meno tutti quanti. Una bella tradizione da fare però per la prima accensione del camino di casa (per chi lo ha ovviamente) a settembre di utilizzare rami dei nove legni proprio in ricordo dei legni sacri dei druidi usati per accendere i fuochi di beltane.

Il tempo di Beltane

Se pensate che io sia in ritardo come minimo di una settimana abbondante per parlare di Beltane e dei suoi festeggiamenti vi dico subito che la sua energia non si esaurisce nei tre giorni della festa ma ha un seguito per qualche settimana ancora. Le energie dei vari sabbat si susseguono e si intersecano nel corso dell’anno lungo tutta la ruota passando da una all’altra in maniera contigua. Questo vuol dire che le energie di questo periodo sono in corso già da diverso tempo, diciamo più o meno dalla metà di aprile e continueranno ad agire su di noi fino alla fine di questo mese e/o la prima quindicina del mese di giugno. Beltane è la mia festa preferita e sebbene essendo un sabbat, andrebbe festeggiata in congrega per me resta e rimane una festa da celebrare rigorosamente in coppia, senza estranei (fratelli o sorelle streghe che siano). Lo so, sono un po’ una pignolina su questo punto; ma il mio ragionamento è che se è una festa dedicata alla coppia, in coppia andrebbe festeggiata e visto che al momento sono single … non la festeggio affatto! Sarò matta? E chi lo sa!

Certo è che la seconda festa di primavera è proprio bella! Se non siete fissati come me quest’anno l’avrete festeggiata in compagnia o da soli come molte streghe solitarie sono, più o meno costrette, a fare. Questo è il momento di iniziare a portare in giro le nuove energie, quelle della nascita che celebra la seconda festa del fuoco più importante dell’anno (la prima se ve lo foste dimenticati è Samhain). E’ il momento in cui tutte le nostre idee portate, passatemi il termine, in “gestazione” durante i mesi invernali sono pronte per venire alla luce e diventare qualcosa di bello. E’ sempre entusiasmante dare inizio ad un nuovo progetto, forse anche perché dopo i lunghi mesi invernali le giornate di primavera ci invogliano a fare cose nuove, ad uscire, ad incontrare gente. Proprio ieri mi sono incontrata con un amica che gestisce una piccola libreria indipendente per progettare gli incontri del prossimo autunno. (Io terrò una lezione di magia la sera di Halloween) e per l’occasione stavamo pensando ad un apertura in notturna … vi terrò aggiornati se il nostro progetto diventerà veramente fattibile oppure no. Questo per me è il momento dell’anno in cui fisicamente metto, non solo su carta, i progetti per il prossimo anno; è tutto un andirivieni di ricerche per trovare i luoghi più adatti per i nuovi corsi, preparare le dispense dei suddetti (che significa oltre alle ricerche, di doverle anche scrivere); preparare le bozze per i volantini ecc. ecc. può sembrare una cosa complicata ma per me è uno dei periodi più divertenti e creativi perché fra le varie possibilità posso scegliere cosa fare, dove andare a farlo e con chi … che tutto sommato direi che non è poi tanto male. Ho intenzione di sfruttare al massimo le energie ultra favorevoli alla creatività e alla produttività di queste settimane, di lasciare che i progetti crescano e prendano la loro strada, aspettando di vedere dove mi porteranno.

La strega/luna nera

Avrei dovuto pensare attentamente ieri sera a quello che chiedevo alla luna alchemica, quella carogna mi ha ascoltata e da stamattina viaggio con la lacrima in tasca…la fase della strega di cui parlo è quella mestruale e se normalmente la attraverso con la mia solita baldanza, oggi l’unica cosa che desidero davvero è accucciarmi in un angolo e piangere con un chilo di gelato al doppio cioccolato, mentre mi guardo per la cento milionesima volta “Orgoglio e Pregiudizio”.

Normalmente arrivo a questo periodo del mio ciclo che sono una polveriera pronta per la Santa Barbara, infatti sospendo momentaneamente i miei soliti esercizi di yoga e mi dedico alle arti marziali perché fisicamente avverto la necessità di scaricare la tensione, volendo evitare di prendere a pugni gli altri esseri umani mi sfogo con i cuscini, in quanto strega ho imparato a riaccogliere la mia natura ciclica mandando alle ortiche l’idea imperante della concezione energetica maschile che invece è lineare, mai stata un maschio, li amo da impazzire ma davvero non sento il minimo desiderio di rinunciare alla natura mutevole delle donne per non essere considerata una pazza in sindrome premestruale, non sono una donna nuvenia, non mi salta neanche per l’anticamera del mio confuso cervellino di poter saltare da un aereo “durante quei giorni” come se niente fosse…già non salterei da un aereo nelle altre tre settimane, perché dovrei volerlo proprio ora?

Nell’antichità si diceva che le donne con il ciclo della luna rossa (quelle che hanno il mestruo durante la luna piena) sono pericolose perché usano la magia per aumentare il loro potere personale, io oggi potrei essere un pericolo sono per me stessa perché ho le vertigini e i cali di pressione grazie al caldo di luglio…l’ho detto vero che cerco un lavoro estivo come guardiana di renne in Lapponia? Andrebbe bene anche la Groenlandia, non sono esigente su questo punto.

Che altro dire? In realtà della fase della strega ci sarebbero un milione di cose da dire ma io oggi veramente non sono connessa con un pensiero intelligente neanche a pagarlo…a domani!