Fascinazione o aspecting?

La differenza è fondamentale!

Mentre nel primo caso cerchiamo di aiutare la nostra personalità a fare emergere determinate caratteristiche attraverso il nostro abbigliamento, il secondo è un vero e proprio rituale magico che richiede molta preparazione.

Non ci si mette in aspetto con il primo che passa per strada perché significa letteralmente canalizzare la sua energia per un determinato tempo.

Tutte le streghe praticanti sanno perfettamente che quando invocano un energia esterna a loro la fanno passare attraverso di sé per poi rilasciarla finito il rituale. Quando ci si mette in aspetto con un energia, la si trattiene anche una volta che il rituale è terminato.

Potremmo definirla una forma di canalizzazione avanzata che ci permette di sfruttare le caratteristiche di cui abbiamo bisogno nel momento in cui ne abbiamo bisogno.

Anche se non sono digiuna di canalizzazioni è una cosa che ho sperimentato molto poco e solo con gli archetipi che conosco meglio per avere lavorato con loro diversi anni. panta rei

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Come creare una fascinazione

Creare una fascinazione ispirandosi ad un archetipo divino è una cosa molto, molto divertente, perché non solo ci permette di far emergere una parte di noi, ma anche perché ci mette alla prova per trovare una buona ispirazione.

Detto in soldoni per le ragazze o per le donne in generale questo significa mettersi a giocare e uso questa parola con la precisa intenzione di divertirsi con una delle azioni che tutti i giorni compiamo… prepararci per uscire.

Non è sempre facile calarsi nei panni di un altra noi e non parlo necessariamente della maliarda, ma anche di aspetti più forti o più romantici della nostra personalità

Vestirsi, truccarsi, acconciarsi i capelli, scegliere i colori, gli accessori persino le scarpe sono messaggi precisi che mandiamo al mondo, all’universo ma soprattutto al profondo di noi stesse.

Il trucco è arrivare sempre un pochino prima del nostro limite, forzando un po’ ma senza arrivare a sentirci talmente a disagio da crederci delle cretine. Osare un po’ per giorno, con qualcosa di creativo e interessante anche se magari nessuno lo vede.

Se non vi truccate mai, nella maniera più assoluta, non iniziate sembrando un mascherone… provate con una passata di mascara del colore delle vostre ciglia e un velo di lucidalabbra. Vorreste tentare un colore audace ma non sapete che fare? Uno smalto sgargiante… sulle unghie dei piedi, in inverno non le vedrà nessuno ma voi saprete che vi fanno compagnia.

Provate a pensare ad un archetipi di cui vorreste il supporto in questo periodo della vostra vita e studiate un modo per portare un filo del suo carattere o della sua personalità nella vostra vita di tutti i giorni, un accessorio alla volta.

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Perché lavorare con gli archetipi?

Non è necessario o fondamentale essere credenti per poter lavorare con un archetipo divino. Ognuno di loro rappresenta nel bene e nel male caratteristiche che tutti quanti, chi più, chi meno, non solo conosciamo ma spesso possediamo.

Un archetipo ci aiuta a fare maggiore chiarezza, a lavorare su aspetti di noi che non ci piacciono per una ragione o per l’altra (non necessariamente negativa) ma anche a lavorare con qualità che potremmo avere latenti ma che non siamo mai riusciti a sviluppare per una ragione piuttosto che per l’altra.

Di solito nei primi anni di percorso magico si lavora con gli archetipi che rappresentano il nostro sesso di appartenenza e una volta esplorate le mille sfaccettature della nostra personalità si passa a lavorare con quelle del sesso opposto, per poi arrivare, decisamente avanti nel nostro cammino a lavorare con l’equilibrio (per quanto possibile) di tutte questa energie.altalena a bascula