L’idromele della festa

Di solito preparo l’idromele in questo periodo dell’anno per poi lasciarlo riposare fino al prossimo Yule, quando lo travaso in bottiglie più piccole da offrire in dono ad amici e parenti. La ricetta originale prevede una lavorazione lunghissima, che richiede anche un paio di anni fra fermentazione e maturazione nelle botti; questa è una versione davvero super facile e veloce (si fa per dire) che ho trovato su un libro di ricette che mi ha regalato una mia carissima amica per un mio compleanno.

Vi servirà prima di tutto un contenitore di vetro piuttosto grande, di quelli con la chiusura ermetica, una o più bottiglie di alcol buongusto (si trova facilmente nei supermercati). Nel contenitore versate il contenuto della bottiglia insieme ad una stecca di cannella intera, la buccia non trattata di un limone (uno e mezzo se vi piace il sapore) e qualche chiodo di garofano (non più di tre). Chiudete ermeticamente e lasciate riposare per circa 15/20 giorni.

N.b. Se avete la fortuna di avere delle piante di limone potete preparare questa ricetta sfruttando appieno il calore del sole, in questo caso preparate il vostro idromele a Lughnasad e non a Mabon.

Passati i vostri giorni di macerazione, togliete dall’alcol i residui delle erbe e delle spezie e preparate uno sciroppo mettendo in una capace pentola circa 2/3 litri di acqua con 500/750 gr. di miele e lasciate evaporare fino a ridurre il composto della metà. L’indicazione delle dosi in questo caso è più o meno relativa in quanto aumentando o diminuendo le dosi di acqua per lo sciroppo si ottiene una bevanda più o meno alcolica e variano le dosi del miele, ovviamente più o meno dolce. Io nel corso degli anni ho sperimentato diversi tipi di miele da quello di acacia a quello di castagne (che è il mio preferito e che per mia fortuna produce un signore giusto dietro casa di mia mamma). Ho provato anche con il miele di zagara e con quello di lavanda, non mi hanno fatta impazzire ma sono buoni.

Una volta preparato il vostro sciroppo, lasciatelo intiepidire completamente e poi aggiungetelo nel vostro vaso di vetro, filtrandolo e lasciandolo riposare fino al completo raffreddamento del liquido. Per finire travasate il tutto in una o due bottiglie di vetro scuro, tappate bene e mettete a riposare per almeno qualche mese al buio. Dopodiché lo potete travasare in bottiglie più piccole per consumarlo o per regalarlo.

Un anno mi sono completamente dimenticata di una delle bottiglie che quindi ha riposato al buio nella sua bella bottiglia scusa per circa 18 mesi, fino a quando mia nonna non lo ha trovato in cantina dietro ad una latta d’olio… era diventato ancora più buono di quello che preparo di solito; dolce e denso… sembrava quasi rosolio, un vero spettacolo. Da allora cerco sempre di farne in abbondanza in modo da poterlo lasciar riposare 15/18 mesi, credetemi l’attesa vale davvero la pena.Idromele-con-cannella

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Il pane di Mabon

C’è qualcosa di più familiare e confortevole di una dorata e fragrante forma di pane appena sfornato? L’unica cosa che mi viene in mente a tal proposito è quando il pane in questione è stato preparato dalle nostre splendide manine! Oh, lo so; oggi siamo sempre tutti di corsa e trovare il tempo per fare il pane in casa, oltre a sembrare una pratica dei tempi antichi, ci fa pensare a dove trovare il tempo? Quando lo scorso anno io e la mia sorella strega abbiamo iniziato a fare il pane a casa abbiamo cominciato con la macchina del pane, perché? Perché il pane in realtà non lo mangiamo spesso, ma chissà per quale ragione il desiderio della sua crosticina croccante ti assale puntualmente quando tutti i negozi sono irrimediabilmente CHIUSI! Così abbiamo iniziato dalla macchina, sbizzarrendoci fra ricette e tentativi, fino al giorno in cui la mia sorella strega ha annunciato “Oggi il pane lo impasto io!” Dunque: libro, ricetta, ciotola, farina, acqua, lievito, zucchero, sale, olio, limone (che c’entra il limone dico io???) Pesa, misura, setaccia, scalda, impasta e poi aspetta… aspetta… aspetta! MA QUANTO CI METTE A LIEVITARE????? Dopo i primi tentativi più o meno approssimativi è diventata una vera esperta, talmente brava che il pane lo compriamo solo quando davvero non troviamo quei 10 minuti (giuro, li ho cronometrati) per preparare l’impasto. Da allora sono passati un bel po’ di mesi in cui gli esperimenti si sono susseguiti: pane alle castagne, al latte, al curry, con i semi di girasole, la farina integrale … uno più buono dell’altro.

Quindi vi poteva parere che per la festa del raccolto ci potesse venire in mente di comprarlo? Ovviamente no. Di seguito vi indico le dosi dell’impasto base, ma se trovate un buon libro di ricette potete davvero scatenare la fantasia soprattutto se avete la fortuna di avere nelle vicinanze un mulino o un negozio che vende farine un po’ più particolari di quella di frumento. In caso contrario andate via serene che in qualunque supermercato un filo rifornito troverete una varietà di farine da farvi girare la testa. Ah sì, se volete preparare il pane per le feste sacre ricordatevi di purificare i vari ingredienti e di consacrare le vostre dorate pagnotte.

Per preparare un pane base mescolate in una ciotola capiente:

350 gr. di farina di frumento 00 setacciata, 2 cucchiaini di lievito madre disidratato, 1 cucchiaino di sale e uno di zucchero. Mescolate con cura gli ingredienti a secco quindi aggiungete 210 ml. di acqua tiepida a cui avete aggiunto 1 cucchiaino di succo di limone. Mescolate il tutto insieme ad un cucchiaio da minestra di olio d’oliva. Impastate con cura per una decina di minuti, lasciate lievitare per circa un paio d’ore, rilavorate e mettete in uno stampo per il pane; lasciate lievitare ancora per una mezz’ora circa in uno stampo per pane quindi infornate per una ventina di minuti a 200°

pasta di pane