Come dentro così fuori

Detto anche, nel mio caso, fare ordine per creare spazio. La frase citata nell’articolo è una delle massime fondamentali della metafisica, o se preferite della magia applicata alla vita quotidiana.

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Da bambina sono stata disordinata a livelli direi patologici, la mia era una forma particolarmente tenace di ribellione nei confronti dei miei genitori, dei veri cagaballe per quello che riguardava ordine e pulizia. Ci ho messo qualche anno a capire che: essere ordinati per paura del giudizio esterno nasconde solo il disordine in maniera apparente e che nel tempo la mia forma di ribellione infantile si era trasformata, diventando uno specchio alquanto fedele della mia confusione interiore.

Nel corso del tempo ho capito che l’ordine non necessariamente è nemico giurato della creatività che fare certi lavori ha un potere chiarificante sul mio umore e sulla mia calma che nemmeno una corsa di 10 chilometri potrebbe mai fare.

Una volta afferrato il concetto che la casa è l’estensione del mio sé e che prendermi cura delle mie cose in fondo era un atto d’amore nei confronti di me stessa ho dato un taglio alle paturnie adolescenziali e mi sono data una sistemata, buffo se ripenso che la più maniaca dell’ordine come forma sociale era mia nonna e che proprio quando passavo del tempo da lei mi divertivo a mettere in ordine cromatico i rocchetti della sua scatola del cucito. (Sono una bilancia e il senso estetico per noi nella vita è fondamentale).

Anche oggi quando mi sento irritata, confusa o sento di avere troppi pensieri contrastanti che ballano la rumba nella mia testa prendo l’iniziativa e mi metto a riordinare un cassetto, uno stipo, un pezzo di armadio e mi sento come se stessi lanciando un chiaro segno all’universo stesso in cui gli comunico la mia ferma intenzione di chiarire le mie idee e di procedere con determinazione verso una meta prefissata; capita anche a voi?

 

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Luna nuova, strega nuova

Questo almeno era quello che mi figuravo io nelle mie fantasie più sfrenate del mio primo giorno di riposo dopo la sfacchinata da piccola scrivana lombarda.

Una povera illusa!

Io che già mi pregustavo una ronfata degna di un tasso in letargo, sono sveglia dalle 4 di questa mattina!

Io che già pensavo a me giuliva e felice a zampettare in giro, sembro uno zombie caduto sulla tibia sbagliata!

Io, io, io … niente, io la devo smettere di fare programmi. Di tutto quello che volevo fare oggi, l’unica che per il momento ho terminato è l’altare del mese di Gennaio (ne parleremo più tardi)

Se riesco a convincere il mio sedere ad alzarsi dal divano forse, e dico forse, riesco a racimolare le energie necessarie per andare a preparare la mousse au chocolat e pere per la cena… forse!

Non ne sono ancora sicura del tutto… per ora sto occhieggiando con cupidigia il mio piumone (su cui al momento dorme il gatto zucca e mascarpone) che mi chiama a gran voce di andare a fare un pisolino; ma io mi conosco, se appoggio la testa sul cuscino adesso resto sveglia tutta la notte con la conseguenza di essere domani anche più simpatica di oggi!

Nella mia testa, durante le ore di veglia, mentre facevo la cotoletta panata nel letto, questo articolo filava molto meglio!

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Gozzoviglio parte seconda

Se io fossi sempre una streghina avveduta ed accorata mi sarei portata avanti con il lavoro di scrittura e io avrei bello che pronto il tanto agognato articolo conclusivo sulle poleveri incantate ma così non è…rientro adesso dal gozzoviglio parte seconda citato nel titolo per il compleanno di mia sorella. Mi spiace darvi una delusione così cocente… ma la lista con le erbe per preparare le polveri magiche la metto domani, adesso continuo a festeggiare. Buona serata a tutti voi, baci dalla vostra Ilex.