Miti d’Irlanda

Mi sono presa qualche giorno di pseudo vacanza e non ho scritto moltissimo, molto meno di quello che avrei voluto, ma ne ho comunque approfittato per leggere notizie e libri inerenti al tema della luna di questo mese. In questi giorni oltre che concentrarmi sulle tradizioni di Beltane sono andata a scavare un pochino più a fondo riguardo la faccenda dei matrimoni celtici di cui abbiamo parlato la scorsa settimana e ho trovato una versione molto carina della storia di Grainne (o Grania) figlia di Cormac MacAirt, Re d’Irlanda e di Diarmuid valoroso guerriero al servizio del potente Finn McCool.

E’ una storia triste, che mi fa sempre ritornare alla mente le leggende della tavola rotonda e in particolare quella di Tristano ed Isotta (più che quella di Lancillotto e Ginevra) anche se sempre di un triangolo amoroso si parla. La nostra bella, era talmente bella che tutti i condottieri del regno la volevano in sposa, compreso il valoroso Finn che alla fine l’ebbe vinta su tutti i concorrenti e riuscì a sposare Grainne in pompa magna. Peccato che la nostra fanciulla avesse perso la testa (durante il banchetto di nozze) per Diarmuid e che cercasse con ogni mezzo di convincerlo a tradire la fiducia del suo comandante e di fuggire con lei; ma essendo una giovane donna scaltra e conoscendo perfettamente i suoi diritti fece valere in tutti i modi il giuramento prestato da tutti i cavalieri che avevano l’obbligo di prestare soccorso ad una donna che ne facesse richiesta. In realtà nessuno la obbligava a sposarsi con Finn e se non fosse stato di suo gradimento la legge le avrebbe consentito di scegliere un amante purché del suo stesso ceto sociale (e i guerrieri lo erano) in modo che anche i suoi figli avessero per legge gli stessi diritti e privilegi del padre. Nonostante tutte queste possibilità scelse comunque di scappare dalla sua casa e dal suo sposo e per anni fu costretta a fuggire per tutta la verde terra di Erin con Diarmuid come compagno inseguiti dalla furia di Finn e di tutti i Fianna che gli erano rimasti fedeli. Per anni fuggirono, ospitati e nascosti in ogni castello, fra la gente comune, dormendo nei boschi; ma mai in tutti quegli anni il suo compagno fece di lei sua moglie a tutti glie effetti dato che era legato dal suo onore al giuramento fatto al suo comandante e Re. Solo alla fine, decise di accontentarla ma questo segnò la loro rovina, vennero trovati e lui venne condannato a morte.

In altre versioni si dice che Diarmuid per proteggere Grainne da un cinghiale selvatico venne ferito a morte, nonostante una vecchia profezia dicesse che da un cinghiale sarebbe venuta la sua rovina. Alla fine poco importa, nonostante tutto questa storia mi commuove sempre nonostante vada a toccare i tasti del tradimento, di una certa superficialità e avventatezza parla anche di coraggio, di avventura e di lealtà.

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