Il matrimonio per i Celti

Nelle mie ricerche riguardo gli sponsali di Beltane, di cui parleremo nei prossimi giorni ma hanno condotta alla scoperta di una cosa che non sapevo a proposito della società celtica che riguarda proprio il matrimonio. Non avevano il nostro stesso concetto di matrimonio, per loro le unioni potevano variare moltissimo a seconda del “contratto” stipulato ed avevano addirittura 10 tipi differenti di unione considerata legittima.

  • Il matrimonio di primo grado avveniva fra due persone dello stesso ceto sociale che possedevano la medesima quantità di denaro.
  • Il matrimonio veniva considerato di secondo grado quando gli averi dell’uomo erano superiori a quelli della moglie
  • Al contrario quando era la donna ad avere maggiori ricchezze il matrimonio era considerato di terzo grado ma nel contratto matrimoniale era chiaramente stabilito che il marito aveva il dovere e il compito di lavorare le terre della moglie o di occuparsi del di lei bestiame per avere il diritto a mantenere il rispetto della moglie per lui ed essere considerato degno ai suoi occhi.
  • Di genere molto diverso era considerato il matrimonio di quinto grado in quanto non era in alcun modo combinato dalle famiglie dei due promessi e non aveva alcuna base o fondamento legato al denaro o al potere. Era un vero e proprio matrimonio, quindi riconosciuto dalla legge, basato unicamente sui sentimenti. La moglie in questo caso più che una moglie in senso legale era considerata la “concubina” ufficiale, i figli nati dall’unione avevano diritti sanciti dalla legge del clan prendevano lo stesso status sociale del padre. Se però quest’ultimo veniva a mancare la donna era costretta a lasciare la casa dello sposo per tornare dalla sua famiglia.
  • Il matrimonio di sesto grado era il cosiddetto “Bottino di guerra”: quando una ragazza era rapita, presa contro la sua volontà oppure quando un guerriero prendeva la moglie di un nemico vinto in battaglia. Il matrimonio rimaneva valido solo e soltanto se il guerriero riusciva a tenersi la sposa, infatti se lei avesse trovato il modo di scappare non solo il matrimonio sarebbe stato considerato nullo, ma l’uomo avrebbe dovuto risarcire la ragazza e la sua famiglia.
  • Il matrimonio “dei soldati” o di “una notte” per quanto possa sembrare strano era considerato un matrimonio a tutti gli effetti ed era molto in uso fra i guerrieri. Anche in questo caso se dall’unione fosse nato un bambino, o una bambina (nella società celtica maschi e femmine godevano degli stessi diritti) il nascituro avrebbe avuto lo stesso status del padre che in quanto guerriero apparteneva agli strati più alti della società.
  • Arriviamo a matrimoni meno gradevoli dal punto di vista etico, quanto meno ai nostri occhi, ma comunque considerati validi per la legge celtica. Quando un uomo seduceva una donna con l’inganno o la faceva ubriacare per poter approfittare di lei veniva considerato in ogni caso responsabile della salute e del mantenimento della donna; in questo caso il matrimonio era considerato di ottavo grado.
  • La violenza gratuita nella società celtica non era molto apprezzata per cui se un uomo commetteva violenza su una donna era costretto a sposarla con il matrimonio di nono grado.
  • Per finire il matrimonio di decimo grado che veniva sancito fra persone deboli di mente o con gravi problemi di salute mentale.
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