Luna del rinnovamento con Anakhel Varg Krigare

Questo mese ho come graditissima ospite la mia amica Anakhel, admin del blog (e della pagina) “La guerriera solitaria”; qualche mese fa è stata lei ad ospitarmi in occasione della celebrazione di una luna e a questo giro ho deciso di renderle il favore e approfittarne per fare quattro chiacchiere con lei.

Innanzitutto benvenuta Anakhel, sono felicissima che tu abbia accettato il mio invito per la luna di questo mese.

Grazie a te! È la mia primissima intervista ed è un grande piacere essere ospitata da te!

Prima di partire con le domande relative all’argomento di questo mese ho una curiosità da chiederti e riguarda proprio il tuo nome, ci conosciamo da un sacco di tempo ma non ho mai avuto modo di chiederti a cosa ti sei ispirata.

Era iniziato tutto con la richiesta di un nikname per un forum, ai tempi una mia carissima amica mi aveva regalato il mio primo mazzo di tarocchi, erano l’oracolo degli angeli, tra di essi era presente un angelo protettore degli artisti, Ananchel, essendo un’artista (o comunque cerco di esserlo) pensavo sarebbe stato perfetto per me, così l’ho modificato un pochino rendendolo, forse, più femminile, ovvero Anakhel. Varg e Krigare è stata un po’ una conseguenza, in islandese vogliono dire, rispettivamente, lupo e guerriera. Diciamo che in questo nome ho cercato di descrivermi il più possibile.

Come forse avrai avuto modo di leggere in questi giorni ho dedicato la luna di questo mese al rinnovamento e alla cerimonia di dedicazione. Che tipo di strega ti consideri?

Questa si che è davvero una bella domanda! Ora come ora mi considero una strega solitaria solitamente pratico da sola in camera mia (con un po’ di tensione siccome non ci sono solo io a casa mia). Ma da un po’ ho intrapreso il percorso sciamanico e mi sento di più una hedge witch. La mia vita sta cambiando, ne colgo i segnali e la trepidazione. Con sciamanesimo mi si è aperto un modo, sono più sensibile (come se non lo fossi già da prima) ma riesco a percepire cose che prima, magari, non volevo vedere o sentire. Ma “una volta che hai aperto gli occhi, non riesci più a chiuderli” ed è proprio quello che è successo a me.

Quando ti sei avvicinata per la prima volta alla magia?

La prima volta che mi sono avvicinata consapevolmente alla magia è stato un po’ un disastro. Avevo paura che i miei genitori mi scoprissero e non sapevo bene come comportarmi con le divinità. All’inizio seguivo il sentiero wicca, poi mi sono resa conto che, in qualche modo, non mi bastava, volevo andare più a fondo della questione. Mi ricordo al mio primo rituale, con mille libri nel cerchio e il timore nel cuore per gli dei, non sapevo a che cosa effettivamente stessi andando in contro, se sarebbero stati gentili o meno. Inutile dire che mi trovai a casa, o meglio mi ritrovai a casa, una sensazione che ho con pochissime persone e nei rituali.
Invece la primissima volta che mi sono avvicinata alla magia inconsciamente è stata alle elementari, amavo giocare a fare la strega, ad annusare i fiori, a stare a contatto con la Madre, a far finta di creare pozioni con le erbe, ad ascoltare il vento. Insomma la magia è sempre stata parte di me, mi è sempre stata accanto.

Hai un pantheon (o una singola divinità) di riferimento oppure ti piace spaziare fra diverse alternative?

Ti dirò, all’inizio del mio percorso mi sono avvicinata alla wicca, ottima base di partenza, come pantheon di riferimento all’inizio era quello greco, mi ha sempre affascinata fin da piccola (mi ricordo una volta per un carnevale mi ero vestita da Artemide, con tanto di arco e frecce), in qualche modo mi sentivo legata. Poi ho iniziato ad avere altri segnali, sempre più forti e decisi e così è iniziato il mio cammino nel pantheon norreno. Incontro le divinità nei miei viaggi sciamanici, e sono a casa, quel posto tanto ambito che cercavo da sempre. A differenza del cattolicesimo, perché si sono battezzata e ho partecipato a tutte le lezioni del catechismo e a diverse messe, quando sono con gli dei, mi sento come parte di una grande famiglia, non come se fossi un sottoposto o una persona che deve per forza stare nel suo, senza poter chiedere o spaziare. Con questo non voglio dire che il cristianesimo è una religione di poco conto o altro, anzi penso che ogni filosofia o religione sia importante; dico solo che con il mio percorso mi sento davvero parte di una grande famiglia.

Ora come ora sto lavorando con Freyja, dea dell’amore e della guerra. Mi sento anche molto vicino ad Odino, che per me è come un padre, ogni sera prego a lui e lo ringrazio per la mia vita, alti e bassi che siano. Ultimamente sento il bisogno di fare le cose in grande magari un altare a lui dedicato o qualche cosa di simile.

La prima volta che sono entrata in contatto con lui attraverso un rituale è stato una delle sensazioni più belle e forti che abbia mai vissuto, un calore immenso che partiva dal cuore e ho pianto, mi sentivo parte finalmente di qualche cosa. Con Freyja devo ancora entrarci in contatto (sempre attraverso un rituale), ma in qualche viaggio l’ho già vista e stare con lei mi rassicura e mi da forza.

So che ti piacciono le erbe e i cristalli, ce n’è uno in particolare (fra gli uni, gli altri o entrambe le categorie) che consideri un po’ i tuoi talismani o la tua firma personale?

Moltissimo! Quando ho tempo li studio e mi aggiorno, mi piace anche consigliarli a chi me lo chiede. Come erba, più che altro come fiore, mi sento legata al bucaneve, è piccolo ma temerario, un po’ come me. Essendo abbastanza corta e compatta e con un visino tenero mi ci rivedo, ma dentro ho un’energia che se tirata fuori abbatte ogni ostacolo. Molto spesso stupisco le persone con questo mio lato un po’ ribelle e guerriero. Per i cristalli li amo tutti, ma fin da piccola sono stata attratta dall’ametista, l’adoro! Mi ha aiutato davvero molto e sul comodino ne ho vari pezzi. Però mi piace molto anche la shivalingam, mi è stata regalata al mio primo ciclo e ci sono davvero affezionata, riesce ad equilibrarmi e a tranquillizzarmi, mi aiuta sempre tutti i giorni.

Ti faccio un ultima domanda (e non nego di essere curiosa della risposta) quando hai preso la tua dedicazione personale e come l’hai organizzata?

Devo essere sincera non l’ho ancora fatto, all’inizio ero così insicura sul mio percorso e poi il mio percorso si è fatto strada da solo. Sento il bisogno, però, di confermare le cose e per farlo vorrei fosse qualche cosa in “grande stile”. Non mi va di fare questo rituale all’interno della mia camera, mi piacerebbe farlo all’aperto in un posto che mi fa stare bene, che senta la presenza di casa. Vorrei suonare il tamburo per richiamare gli elementi, le direzioni e gli Dei. Mi piacerebbe magari in riva a un fiume o una notte di luna piena mentre faccio campeggio. Insomma vorrei qualche cosa il più possibile a contato con la natura, ma avere un rituale molto semplice, preparerei poi un ciondolo o un bracciale da portarmi sempre per ricordarmi che non sono mai veramente sola, per ricordarmi chi sono e di non avere timore.

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