Dedicazione, iniziazione, passaggi di grado

Questo mese ho deciso di dedicarmi in modo particolare alla cerimonia di dedicazione personale, ma prima di inoltrarci nei meandri della sua preparazione vera e propria voglio fare un piccolo escursus fra le differenze della pratica solitaria e di quella di gruppo, per fare anche un po’ di chiarezza su cosa fa una strega, l’annosa domanda simile a quella della gallina e dell’uovo … per fare una strega serve un’altra strega? Per anni e forse per secoli si è creduto che le arti magiche andassero tramandate di generazione in generazione per cui decisamente se ci inseriamo in questo contesto per diventare una strega serviva un’altra strega. Oggi le informazioni a disposizione sono tantissime, fra libri di testo, materiale on line, altre persone direi che non è difficile reperire le informazioni desiderate.

Formalmente la dedicazione è una cerimonia in cui una persona, ossia l’aspirante strega, annuncia all’universo la sua intenzione di dedicare sé stessa allo studio e alla pratica della religione comunemente nota con il nome di stregoneria (o wicca). Che poi decida di fare riferimento per le sue pratiche religiose e di studio ad una particolare tradizione non ha nessunissima importanza, la dedicazione è una cerimonia che fanno le streghe solitarie, eclettiche o meno che siano.

Al contrario chi chiede formalmente di fare parte di una tradizione riceve l’iniziazione da parte del suo coven di appartenenza. Chi decide di entrare in una congrega, segue in ogni caso un iter piuttosto lungo dato che nessuna congrega seria prenderebbe mai in considerazione qualcuno che alle spalle non avesse già anni di studio e di pratica personali (e che di conseguenza ha fatto la sua dedicazione personale) Se vi state chiedendo la ragione di questa scelta è che molto semplicemente lo studio della nostra religione richiede anni di applicazione e molto, molto impegno; chi si è dedicato ha i requisiti necessari che spesso mancano totalmente a chi è totalmente digiuno e magari non è certissimo della strada da percorrere; inoltre lascatemelo dire, insegnare le basi non è sempre facile, anche se molti si sentono più sicuri a sentirsi seguiti nei primi passi piuttosto che sperimentare da soli, probabilmente per la paura di combinare pasticci energetici dai quali potrebbero non essere capaci di cavarsi da soli.

Non sempre è facilissimo orientarsi all’interno delle classificazioni gerarchiche di una congrega; per voi sentirvi dire da una strega appena conosciuta che è al secondo o al terzo livello potrebbe non voler dire assolutamente niente dato che esistono sistemi di struttura per gradi che variano da tre a sei per ogni tradizione specifica, quindi o li sapete tutti a memoria o state fresche e vi conviene chiedere maggiori delucidazioni a chi vi sta di fronte.

In linea generale prendendo in considerazione un sistema medio al primo livello troviamo le dedicanti, sono persone che hanno già alle spalle anni di studio e di pratica, ma viene richiesto loro un giuramento della durata di un anno e di un giorno per potersi conoscere, per poter interagire fra i vari membri della congrega e per dare modo alla richiedente di capire se lo spirito di gruppo fa per lei oppure no. Il livello che maggiormente si distingue nei vari sistemi è fondamentalmente il primo, che in alcune tradizioni dura qualche anno e comprende tutte le basi di studio riguardanti la teologia wicca e le pratiche, mentre altre tradizioni lo suddividono per gradi (primo, secondo e terzo) per dare alla persona che studia di non dover aspettare anni prima di avanzare negli studi.

Proseguendo di questo passo il secondo livello è maggiormente concentrato sugli studi e le pratiche della tradizione mentre il terzo è quello che raggiungono gli appartenenti alla congrega con funzioni d’insegnamento e di sacerdozio. E’ un sistema piuttosto affollato e confusionario per chi non è avvezzo alle pratiche delle grandi congreghe; ma in questo modo si ha credo il tempo di potere seguire adeguatamente tutti gli allievi e da parte loro vedere dei progressi concreti senza dover aspettare che ci sia una classe di pari livello per poter continuare negli studi.

Alle solitarie questa cosa dei gradi non serve un granché, anche se sapere quali sono le competenze richieste per passare da un grado all’altro può essere di aiuto anche nella pratica solitaria, almeno per capire a che punto siamo e che cosa invece ci manca da imparare.

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