Meditazione della madre e del padre

Una cosa che molte streghe faticano a comprendere e ad assimilare nel profondo è quello di imparare a mescolare le proprie energie con quelle dello spirito. Questo processo richiede di lavorare sulla fiducia; non sempre è facile fidarsi di qualcosa che non possiamo vedere, toccare o sentire fisicamente. Anche chi come me ha una divinità guardiana con la quale lavora da anni non sempre è facile convincersi che le esperienze che mette sulla mia strada sono per il mio massimo bene quando ogni tanto mi sembrano solo una gran fregatura. Per iniziare a fare pratica con le energie archetipiche potete cominciare dalle candele, nello specifico quelle che vengono chiamate la madre e del padre; se avete una divinità specifica con cui lavorate potete consacrare a loro altrimenti potete tranquillamente dedicarne una all’energia femminile dello spirito divino e una a quella maschile. Queste candele piuttosto particolari vengono chiamate composte nel senso che vengono “costruite” nel tempo utilizzando come base la candela precedente. Per iniziare vi serviranno un cero nero (per la Dea) e uno rosso (per il Dio) piuttosto corte, alte al massimo sette centimetri e abbastanza larghe di diametro da potere contenere i ceri bianchi che dovranno avere un diametro leggermente inferiore. Si parte dalla preparazione della candela della madre accendendo la candela nera e lasciandola consumare abbastanza da creare un avvallamento nel mezzo in grado di ospitare il cero bianco; la cosa migliore da fare è allargare un pochino i bordi del cero in modo da agevolare il processo. Quando pensate di avere una conca abbastanza profonda da ospitare l’altro cero prendete quello bianco accendete lo stoppino dalla fiamma di quello nero e posizionatelo nella cavità di quello precedente. Per costruire la candela del padre si procede nello stesso modo, iniziate a preparare il cero rosso, accendendolo dalla candela bianca dedicata alla madre e procedete nella stessa maniera fino a creare una conca in grado di ospitare un cero bianco che accenderete da quello rosso una volta pronto. Detta così può sembrare una procedura molto intricata in realtà una volta che si è capito il procedimento studiandolo attentamente un paio di volte il lavoro diventa molto più semplice anche perché ogni volta che finirete un cero bianco, per la candela della madre o per quella del padre dovrete accenderla con la fiamma della candela precedente e poi metterla al suo posto. Probabilmente vi domanderete quale sia lo scopo di fare tutta questa fatica per una semplice candela. In magia il tempo che dedichiamo a costruire o a preparare una cosa, che sia l’altare o una mistura per l’incenso impregna della nostra energia l’oggetto stesso, di conseguenza più tempo dedichiamo ai nostri manufatti magici più loro saranno caricati di energia positiva.

Bene, ora che abbiamo le nostre candele pronte le possiamo posizionare sull’altare e utilizzate per “chiacchierare” con l’universo. Se vi sembra un lavoro troppo impegnativo da affrontare tutto di un colpo, potete iniziare da una sola candela, che sia quella della madre o quella del padre non ha molta importanza, c’è chi preferisce parlare con l’aspetto femminile e chi preferisce quello maschile dello spirito; essendo fondamentalmente due aspetti della stessa energia dubito fortemente che se ne possa avere a male. Più lavorate con questo tipo di candele, o meglio più le userete per le vostre meditazione/chiacchierate con lo spirito, più vi allineerete con le energie dell’universo stesso. Per iniziare vi consiglio di sfruttare le fasi lunari principali che vi ricordo brevemente di seguito e di accendere le vostre candele per 30 minuti ad ogni fase.

  • Luna nuova: sorge all’alba e tramonta al crepuscolo, le sue energie rimangono invariate dal giorno della luna nuova vera e propria fino a tre giorni e mezzo dopo.
  • Primo quarto: la luna sorge a mezzogiorno e tramonta a mezzanotte, le sue energie possono essere sfruttate appieno dal settimo giorno della luna nuova fino a dieci giorni e mezzo dopo.
  • Luna piena: sorge al tramonto e tramonta all’alba, le sue energie rimangono invariate dal giorno della luna piena vera e propria fino a tre giorni e mezzo dopo.
  • Ultimo quarto: la luna sorge a mezzanotte e tramonta a mezzogiorno, le sue energie possono essere sfruttate appieno dal settimo giorno della luna piena fino a dieci giorni e mezzo dopo.

 

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