Ricordi di famiglia

In tutto questo periodo di festività ho passato parecchio tempo in cucina a spignattare, cosa che non guasta perché dopo leggere e scrivere, cucinare è una delle cose che amo di più fare, rigorosamente per le persone a cui voglio bene; la cucina per me è da sempre un vero e proprio atto d’amore per cui non amo condividere il cibo e lo spazio della cucina con persone che non mi piacciono. Per fortuna durante tutte le feste mi sono venute in soccorso le ricette della mia famiglia, culinarie non magiche, anche se a voler ben vedere qualche tocco di magia conoscendo le proprietà delle spezie e delle erbe è sempre facile aggiungerlo. Ho impiegato anni per mettere insieme il mio libro di ricette per le feste andando a recuperare ed è il caso di dirlo talvolta di tormentare il malcapitato di turno che aveva la ricetta della nonna per preparare l’anatra arrosto o il patè della zia. Alcune delle persone che hanno riempito di ricordi i miei Natali di quando ero bambina purtroppo non ci sono più per cui sono ancora più felice di essere riuscita nel corso degli anni a salvare e trascrivere alcune delle ricette per i quali erano famosi e per cui si aspettava un intero anno a gustare un’altra volta. Le lasagne di mia nonna, il ripieno dei ravioli (dell’altra mia nonna) i datteri al cioccolato di mio zio, l’anatra all’arancia (questa è mia), la mousse di mia sorella. So perfettamente che quasi tutte queste ricette si trovano nei libri di cucina, ma ognuno di loro aveva o ha il suo ingrediente segreto, il suo tocco speciale che rendeva quel piatto assolutamente unico e che già faceva venire l’acquolina in bocca al solo pensiero di poterlo presto mangiare di nuovo. Ho ricordi bellissimi di interi pomeriggi passati in cucina, prima da piccola con una delle mie nonne, sul suo immenso tavolo a preparare i ravioli per Natale; il mio compito era di mettere l’impasto anche se spesso e volentieri era più quello che mi mangiavo io che quello che finiva nei ravioli; ma che volete avevo 4 anni e già allora ero golosissima. Nel corso degli anni si sono aggiunti membri della famiglia, altri ci hanno lasciato ma i ricordi delle giornate passate a preparare la cena di Natale in compagnia di mia nonna, di mia mamma e delle mie zie è ancora bello stampato nella mia memoria e mi accompagna con un pensiero di grande affetto per loro, per quello che mi hanno insegnato e per le gran risate che ci siamo fatte mentre preparavamo da mangiare, soprattutto mia nonna, quella dell’albero con le foto, ci chiudevamo in cucina e nessuno poteva irrompere nel nostro regno e pensare che per la cucina era veramente negata, mica come l’altra che da giovane aveva fatto lo chef in un ristorante piuttosto famoso delle mie parti. E’ così che si creano tanti ricordi e anche se adesso sono passati un pochino di anni da quando mettevo l’impasto nei ravioli il mio fido quadernino mi segue ovunque io vada in modo da avere sempre con me un pezzo delle mie radici, quanto meno quelle alimentari.

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