Decreti della Wicca, n°9

“Riconosciamo che è l’affermazione e la pienezza della vita, nel quadro dell’evoluzione e dello sviluppo della coscienza che da senso all’universo che conosciamo e al nostro ruolo individuale nell’universo stesso”

Detta come la dice la Signora Ravenwolf (meno male che lo ha spiegato lei perché io non ci avevo capito niente!) nel suo mirabile libro “Giovani Streghe”: Le streghe rispettano TUTTE le forme di vita, non importa se si tratta di una cimice (mia sorella ha dei seri problemi con loro), di un ragno (in questo caso il problema è mio), di un erbaccia, di una magnifica pianta, di una maestosa tigre o del cafone che abita nella casa di fronte. TUTTI hanno il diritto di vivere per poter evolvere.

Per quanto riguarda minerali, vegetali ed animali non ho nessun problema a far loro seguire la loro strada nel cammino evolutivo perché di solito non interagiscono con la sottoscritta e con la sua vita; per quanto riguarda invece gli essere umani non sempre trovo questa estrema tolleranza che oggi ci piace tanto chiamare non “essere giudicanti” facile da mettere in atto. Ma perché? Da quando essere tolleranti delle scelte di vita altrui ci impedisce di esprimere un giudizio in proposito? Con questo decreto faccio a pugni da sempre, sarà perché sono naturalmente prepotente? (Mia sorella dice sempre che per andare d’accordo con me basta non contraddirmi mai o farlo consapevoli di quello a cui si rischia di andare incontro!) Perché non credo nel vivi e lascia vivere?  O semplicemente perché non sopporto questo falso buonismo che con la scusa dell’evoluzione spirituale altrui ci porta allegramente a girarci per guardare altrove?

Non credo che una vita difficile sia una valida scusa per la cattiva educazione, non penso che persone, spesso molto giovani, finite in mezzo ad una strada preda di alcol e droghe lo facciano per una qualche esaltante questione evolutiva, ma banalmente perché spesso non c’è nessuno dietro di loro che se ne prenda cura e si buttano via passando da una cretinata all’altra senza pensieri, fino a quando non è troppo tardi.

Non riesco a farmi una ragione delle ingiustizie che vedo intorno a me: della cafonaggine, della crudeltà, dell’ignoranza (non parlo di quella scolastica, ci sono fior fiori di laureati ignoranti come delle capre e so dicendolo che sto insultando le capre);  non parlo dei momenti di sgarbatezza che possono colpire chiunque in un momento difficile della vita, ma della costante e perseverante intelligenza bovina dalla quale mi vedo spesso circondata. Vivi e lascia vivere, lo ripeto è un modo di pensare, di fare e di vivere che troppo spesso ci impedisce anche solo di chiedere a qualcuno se ha bisogno di aiuto, di dare una parola di conforto o di augurare un semplice buongiorno e che poi nella vita si raccolga sempre quello che si semina è tutta un’altra storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...