Decreti della Wicca, n°6

“Non riconosciamo nessuna autorità gerarchica, ma rispettiamo chi insegna condividendo con gli altri la sua maggiore esperienza e saggezza e siamo riconoscenti verso chi si è assunto il compito di guida”

Molto difficilmente troverete una figura paragonabile a quella del papa o del rabbino capo che sia una guida e un punto di riferimeto all’interno della Wicca per tutte le streghe del mondo, difficilmente troverete qualcuno che si erge a giudice dell’operato altrui o che pensa di essere un intermediario fra la divinità e la sua congrega!

Il giorno in cui dovessi vedere una cosa simile accadere alla stregoneria sarà il giorno in cui farò fagotto, o meglio continuerò a seguire la MIA religione ignorando il comportamento altrui, dato che fino a prova contraria la nostra è una religione che ancora si definisce solitaria ed individuale. Gli unici che per ruolo storico potrebbero proferire verbo in merito alla questione ossia Loki ed Aradia si fanno bellamente i fatti loro e solo in rarissimi casi si sentono in dovere di intervenire nelle vite dei loro figli; nonostante questo chiunque si avvicini al mondo della magia nutre un grande rispetto per chi è venuto prima e per chi si prende la briga di insegnare a chi desidera imparare.

Nessuno possiede la verità assoluta, questo ve lo può dire qualunque strega e non solo, ma, chi da anni pratica: la meditazione, le devozioni quotidiane, il radicamento, lo studio delle erbe, dei cristalli o degli oracoli, ha sicuramente più esperienza per seguire chi si avvicina al nostro mondo, mettendo le sue conoscenze a disposizione degli altri in un contesto controllato e sicuro per chi vuole imparare, dato che chi è alle prime armi potrebbe non rendersi conti di mettersi in una posizione potenzialmente dannosa per sé stesso per la semplice ragione che gli manca l’ esperienza; questo non vuol dire che chi insegna si sente un dio in terra, anzi in anni di insegnamento ho sempre appreso tantissime cose da ognuna delle mie allieve, grazie alla loro curiosità, alla loro dedizione nello studio, alle loro mille domande piene d’impazienza per andare oltre i loro limiti portando anche me a dover studiare e trovare nuovi modi per aiutarle ad andare dove volevano andare.,

Un piccolo appunto va dato per chi non conosce bene la tradizione americana del Black Forest a cui appartiene Silver Ravenwolf. La loro è l’unica tradizione che ha come scopo quella di formare la classe sacerdotale, non perché altre tradizioni non si preoccupino di farlo, ma perché in questa particolare tradizione fino al compimento degli studi e del raggiungimento della carica sacerdotale non si viene considerati appartenenti alla tradizione. Gli anni di studio sono molti e complessi anche se non vi è un limite di tempo per completarli, in altre tradizioni questo training specifico non viene richiesto se non desiderato espressamente da chi richiede l’ammissione alla tradizione in questione.

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