Decreti della Wicca, n°5

“Riconosciamo l’esistenza dei mondi esterni e dei mondi interni, psicologici, chiamati anche Mondo Spirituale, Inconscio Collettivo, Piani Interiori e così via e vediamo l’interazione fra queste due dimensioni il fondamento dei fenomeni paranormali e delle operazioni magiche. Non trascuriamo una dimensione a favore dell’altra, ma le consideriamo entrambe necessarie alla nostra totalità”

Questo è quanto recita il quinto decreto, riportato parola per parola dal testo della mia solita fonte di ispirazione (Silver Ravenwolf) …benché io sia perfettamente d’accordo con lei nel ritenere il mondo interno e quello esterno paritari, nella prassi comune del mio lavoro terapeutico mi sono spesso trovata di fronte realtà totalmente differenti da quella presentata da questo particolare punto di riflessione. D’altro canto se non fosse una causa di conflitto così forte dubito che il Dottor Bach prima e i suoi colleghi californiani dopo avrebbero dedicato tanto studio alle essenze floreali che portano equilibrio fra la parte spirituale e quella materiale dell’essere. Non ne ho mai capito bene la ragione, ma spesso chi si dedica con assidua frequenza alle pratiche spirituali (che siano la meditazione, lo yoga o la stessa stregoneria) non presta particolare attenzione al mondo pratico ritenendolo di poca importanza e spesso inferiore in senso energetico;  al contempo persone molto razionali e pragmatiche faticano a conciliare la loro vita concreta con quella spirituale considerandola un cumolo di sciocchezze buone per gli allocchi.

Una delle prime cose che ho imparato quando mi sono messa a studiare seriamente i chakras e le loro influenze sulla vita quotidiana è stata che ogni parte dell’essere umano è sempre e costantemente pregna di essenze diverse, provenienti da tutti i piani da cui siamo composti, quello fisico, quello emotivo, quello mentale e quello spirituale, per cui alla fine sì! è possibile portare la pace nei nostri conflitti interni imparando ad accettare che ogni atto della nostra vita quotidiana può essere compiuto con sacralità e riverenza e che l’unico modo per dare oggettivamente corpo alla nostra parte divina è attraverso la materia; che poi noi fatichiamo a comprendere questo concetto non stento a crederlo, io ci ho messo un bel po’ di tempo perché mi è stato insegnato (come a molte persone credo) che la materia e lo spirito non siano fatte della stessa materia, anche se una più leggera e una più densa, ma che siano due cose totalmente differenti e inconciliabili fra di loro.

Un unico appunto mi sento di muovere a questo decreto in quanto penso che la coscienza collettiva, il legame che unisce ogni essere vivente sulla terra e forse anche oltre, non sia da confondere con l’inconscio perché sebbene ne esista uno collettivo di stampo archetipico al quale rispondiamo tutti grazie all’evoluzione della nostra specie, quello personale si forma sulle esperienze individuali e grazie alla responsabilità di ogni uomo di poter lavorare su sé stesso per risolvere i propri nodi, sciogliendo i propri e liberando la sua personale luce interiore vada a nutrire quello di chi sta a lui vicino. In quanto al nostro rapporto con l’energia dell’universo penso che ognuno sia assolutamente unico ed irripetibile e proprio questa unicità ci renda diversi gli uni dagli altri permettendoci di portare sulla terra il nostro personalissimo pezzetto di paradiso.

 

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