Lezioni difficili

Sono da sempre una strega in itinere, ma in questi giorni mi sono dovuta confrontare con due sensazioni che in fondo mi appartengono da sempre come bestia da combattere:  orgoglio e superbia che sono forse  le trappole  peggiori che possano capitare a chi come me affronta un viaggio di ricerca interiore, la presunzione di essere arrivati da qualche parte e per questa ragione pensare di essere in qualche modo migliori degli altri arrivando a permettersi di guardali dall’alto in basso come se noi avessimo capito tutti i misteri dell’universo e gli altri fossero solo dei poverini…ecco ieri mi sono sentita esattamente in questo modo, una specie di scarafaggio inutile ed indegno persino di calpestare il terreno.

Questo di base è il motivo per cui evito come la peste certi ambienti pieni di saputi,per non finire preda della mia stessa debolezza e la ragione principale per la quale ho scelto il motto della mia pagina; per ricordarmi ogni giorno in cui cammino sulla terra che io non sono migliore di nessuno, che faccio il mio pezzettino, che sbaglio, che inciampo, che sbatto il culo per terra e litigo costantemente con il demonietto pestifero che cerca di farmi sentire meglio di chi come me ci prova, ogni giorno.  Che prova a rialzarsi dopo avere fatto una cretinata madornale e preferirebbe scappare e nascondersi in una tana di topo piuttosto che dire “Ho sbagliato, ti ho ferito e ho paura che tu non mi possa perdonare!”  A chi come me tenta di essere una persona migliore, non perfetta, ma che almeno quando va a dormire non ha bisogno di distruggere gli altri per sentirsi un Dio sceso in terra. Per ricordare a me stessa che la strada dei nascosti è ogni giorno difficile e che non regala sconti, a nessuno; e che se ti sembra di avere vinto un passaggio per il paradiso dove ogni difficoltà è cancellata in realtà ti sei appena aggiudicato un giretto nel tuo inferno personale. Ogni tanto mi sono sentita anche io così e nel momento in cui me ne sono resa conto sono stata malissimo perché anche io ho avuto la stessa reazione istintiva, correre a rintanarmi, fare finta di niente e desiderare con tutta me stessa di poter cancellare il danno con un colpo di spugna, tanta era la vergogna che provavo per me stessa.

Sto capendo un sacco di cose in questo periodo, cose che magari con la testa avevo perfettamente inteso, ma che apprendi veramente solo quando vengono a bussare alla porta del cuore per metterti alla prova e no, non sto parlando di un uomo. Le relazioni umane e le reazioni sono le stesse sia che si parli del compagno della tua vita che di una sorella, di un fratello o di chiunque siamo in grado di amare veramente o che almeno proviamo ad amare sul serio accettando la cosa più difficile, almeno per me, il fatto che siamo tutti umani e per tanto perfetti nella nostra fallibilità.

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