Nuovi passaggi di grado

Ci sono periodi emotivamente così intensi da condensare in pochi giorni talvolta in poche ore tutta la gamma delle emozioni umane lasciandoci completamente svuotati. In questi giorni mi sono ritrovata spesso ad esternare emozioni e sensazioni che fatico a riconoscere mie perché di solito me le tengo per me e spesso riesco a nasconderle bene anche ai miei occhi. Non riesco a scrivere due parole che abbiano il minimo senso perché cambio talmente in fretta stato d’animo che mi sembra di schizzare fuori dalla mia stessa pelle per infilarmi in quella di qualcun altro. E per una che vive l’eccessiva vicinanza dal prossimo come un invasione che fa scattare tutti gli allarmi del mio sistema di sicurezza interni trovarmi a cercare una ancora maggiore vicinanza è a dir poco spaventoso, mi sento indifesa, vulnerabile e senza un solo posto sicuro dove potermi nascondere, costantemente sotto osservazione con l’unico strenuo desiderio di tenere qualcosa solo per me o di conservare un minimo di dignità, anche se è solo un ultimo baluardo di orgoglio che vorrebbe solo avere il coraggio di dire fanculo a tutto quello che hai fatto io ti amo lo stesso. Non so se sono davvero così coraggiosa, non sono brava a mettere in palio il mio cuore, non sono abituata a pregare, lascio che tutto mi scivoli fra le dite ma per una volta vorrei essere capace di restare ferma in attesa quando tutto di me mi dice corri ragazza e salva la tua pelle fino a quando ne hai una da salvare. In tutto questo giro penserete che c’entra un uomo e in un certo senso si potrebbe anche dire che è vero. Lo scorso anno mi sono ritrovata con un nuovo archetipo guardiano e spesso i guardiani hanno la pessima abitudine di orchestrati delle prove o delle iniziazioni quando ritengono che sia ora di passare di livello e tu stai a cincischiare sulla riva facendo finta di aver l’intenzione di fare il salto; ti assecondano per un po’ poi di solito se sono fetenti come il mio prendono in mano la situazione e ti lanciano di peso. Erano settimane, forse mesi che pensavo con inquietudine crescente a cosa diavolo potesse avere in serbo per me quel gran figlio di mignotta, ora l’ho scoperto e avrei preferito non saperlo. Mi sta mettendo alla prova ormai da settimane su tre cose facili facili: fiducia, amore e perdono. Una conclusione l’unica trovata, non avevo davvero capito niente.

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