Kuan Yin, la Dea del perdono

Tematica spesso difficile non solo da affrontare a cuor leggero ma spesso anche solo da comprendere appieno. Kuan Yin è la Dea buddista del perdono, della misericordia e della compassione, come dire tre cose non proprio facili da mettere in pratica nella vita quotidiana perché se può essere facile provare compassione per chi è lontano da noi non lo è altrettanto per chi ci è vicino e ci ha fatto del male in modi che sono chi conosce i nostri punti deboli può riuscire a fare. Dal punto di vista strettamente energetico questo archetipo divino ha molti tratti in comune con Lakshmi e con Maria come dire tre sfumature di rosa appena appena differenti. Lavorare sul perdono spesso porta a galla sentimenti non altrettanto nobili quali l’odio, il rancore e il desiderio di vendetta, sentimenti che difficilmente ammettiamo anche solo nel silenzio del nostro cuore di provare, ma anche solo ammettere che siamo capacissimi di provarli può portarci ad accettare la parte più oscura di noi stessi e imparare ad integrarla e bilanciarla con quella più luminosa. Lavorare con questo archetipo mi ha aiutata tanto per capire che quello che credevo fosse perdono e mi faceva sentire tanto superiore agli altri altro non era che il tempo passato che mi aveva semplicemente illusa di aver superato la cosa per poi ritornare a soffrire come un cane nel momento in cui una qualunque vicissitudine riportava prepotente alla mia attenzione la persona o la situazione oggetto della mia furia. Il perdono sostanzialmente riporta solo l’amore nel nostro cuore nei confronti di qualcuno che ci ha fatto a brandelli l’anima me se adesso pensate che io stia dicendo che è facile non negare il nostro amore a queste persone vi sbagliate di grosso. Ancora oggi, pur avendo fatto dei notevoli progressi in questa difficile lezione non posso in tutta onestà dire che mi venga naturale, il perdono richiede tempo, costanza e volontà di riaprire il cuore per noi stessi e liberarci dal dolore indipendentemente dal fatto che l’altra parte abbia chiesto scusa, si sia pentita ed abbia implorato il nostro perdono. Non è una cosa dipendente dagli altri e da quello che fanno, è una capacità che si impara nel tempo e che diventa solo nostra, un tratti distintivo del nostro essere.  Ho provato qualche volta a calarmi nei panni di questo archetipo ma per anni mi ha messa veramente in difficoltà, mi sembrava ingiusto perdonare qualcuno che a mio parere non se lo meritava affatto ma ancora più difficile ho trovato imparare a perdonare me stessa per quelli che credevo essere degli inqualificabili difetti che avrebbero impedito a chiunque di amarmi come sono, solamente quando ho imparato ad accettarmi come sono senza tentare in modo direi ossessivo di raggiungere un fantomatico ideale di perfezione mi sono sentita in grado di fare lo stesso con gli altri.

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