Anno nuovo, corsi nuovi

Con l’inizio dell’anno e l’avvicinarsi della primavera di solito per me significa l’inizio dei corsi nuovi. Tecnicamente conoscere bene una cosa e riuscire ad insegnarla non sono proprio la stessa cosa e se penso che nella vita tante cose avrei voluto fare tranne l’insegnante mi stupisco io per prima di quanto in realtà mi piaccia tenere i corsi con le mie allieve aspiranti streghine. Dato che in fondo parto dall’idea che se devi, o vuoi parlare di qualcosa dovrebbe essere una che conosci, io conoscendo almeno un po’ la pratica magica di questo mi sono ritrovata a parlare e scrivere quotidianamente con chi mi legge, anche se in questo ultimo periodo ogni tanto mi perdo per strada non tanto per mancanza di argomenti ma per la mancanza mia di trovare sempre le parole adatte per esprimere quello che voglio dire, piuttosto che scrivere una scemata mi prendo una buona occasione per tacere e scrivere qualcosa di sensato il giorno successivo o quello che è.

Anno nuovo e corsi nuovi, o almeno nuove versioni di corsi già collaudati negli ultimi anni che però si rivelano in modi inaspettati per la nuova energia data dalle classi nuove. La novità per me almeno è stata quella di affiancare le classi dal vivo a quelle in via telematica e dato che non sempre è facile fare lezione senza vedersi anche per me diventa una sfida pressoché quotidiana trovare i modi più indicati per fare fare gli esercizi alle allieve senza essere fisicamente presente se non con la mia voce, pur in diretta ma comunque fisicamente lontana dalla stanza, affidandosi quanto più possibile alla descrizione delle sensazioni che “dovrebbero” sentire se l’esercizio è svolto in maniera adeguata, non dico corretta o sbagliata perché quando si tratta di cose così nuove come i livelli energetici ci vogliono tempo e pazienza, da entrambe le parti per poter sperimentare a fondo un esercizio prima di iniziare a percepire le sensazioni più sottili che il nostro corpo ci rimanda, se poi il povero corpo in questione è rigidamente compresso da anni di controllo mentale, bisogna solo avere comprensione e rispetto per le sue difficoltà, continuando con calma e pazienza in attesa dei risultati, perché ovviamente quando si iniziano a percepire i cambiamenti, ci sentiamo meglio, siamo più sereni, ci svegliamo la mattina e siamo felici solo perché stiamo bene con noi stessi indipendentemente dalle circostanze esterne direi che siamo più che motivati a continuare a percorrere il nostro viottolo personale.

La differenza fondamentale per me fra il fare lezione in classe con X persone e fare le lezioni individuali è sicuramente dettato dalla relazione personale, in due si inizia un percorso che poi si srotola e si ricompone sulle esigenze della singola persona mentre ovviamente in gruppo questa cosa avviene in modo meno palese; due modi diversi tra loro di fare una cosa che amo moltissimo e che nel corso di questi ultimi 4 anni mi ha permesso di conoscere persone straordinarie, che poi abbiano proseguito o meno su questo cammino, con alcune di loro sono nate grandi amicizie con altre le strade si sono separate, ma sempre e comunque mi hanno insegnato cose nuove su me stessa e sul rapporto che ho con la magia, perché è vero, tecnicamente la docente sono io, ma io per prima ogni giorno imparo o riscopro cose nuove grazie al loro entusiasmo e alla mille domande che mi fanno.

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