Le mie nonne

In questi giorni sono stata un po’assente perché è venuta a mancare mia nonna (la mamma di mio papà) dieci anni dopo la perdita di quella di mia mamma… stesso periodo sentimenti diversi e a loro modo contrastanti. Oggi non parlo del dolore ma di quello che mi hanno lasciato queste due donne straordinarie che in un modo o nell’ altro, nel bene e nel male tanto hanno influenzato la mia vita.

Donne forti provenienti da mondi diversi per cultura ed educazione, una di famiglia contadina e l’altra di famiglia borghese, una sempre dietro a fare qualcosa e l’altra sempre pronta a mollare tutto per una partita di scala 40. Ho tantissimi ricordi di queste due donne, entrambe sopravvissute alla guerra sebbene in modi diametralmente opposti e pur non avendo in comune niente a parte la sottoscritta, hanno sempre avuto una grande stima l’una dell’altra.

Ho ricordi di furiose litigate (con entrambe) di pomeriggi passati a giocare nei loro giardini, delle grandiose feste di Natale di una e delle smisurate grigliate estive dell’altra. Quando ero piccola la mia nonna paterna aveva un orto smisurato con tanto di pollaio e io e mio cugino ci sfidavamo a rubare le uova senza svegliare le galline e ricordo i pomeriggi d’estate passati a preparare le conserve per l’inverno (mia nonna da giovane era stata cuoca in un famoso ristorante) per contro dell’altra ricordo con estrema precisione i pasti mandati in fumo perché presa a fare qualcosa di più divertente con il nipote di turno.

La mia nonna materna ha sempre avuto la mania del restauro dei mobili per cui girava per casa con il suo camicione da lavoro, gli occhiali (tipo quelli da saldatura) la sigaretta perennemente fra le labbra  e la sua comparsa all’ora dei pasti con qualche pezzo di mobile appoggiato sulla tavola, mentre l’altra chiedeva a me di arrampicarmi sulle scale per tirarle giù le tende del salone che non sarebbe stata in grado di smollare una vite neanche a pagarla oro quanto pesava.

Da una ho imparato l’amore smisurato per la cucina e dall’altra per la lettura, con una passavo giornate intere a raccogliere ricette (sono riuscita a salvare le sue prima che le dimenticasse) mentre con l’altra passavo le nottate a chiacchierare di libri (rigorosamente gialli) ingozzandoci di toast di mezzanotte come se non ci fosse un domani.

Cosa dire d’altro se non grazie a queste due figure così diverse, per avermi accolta nelle loro vite e per aver contribuito a rendermi la donna che sono oggi?

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