Proteggersi con la magia

Sono giorni che tutti mi chiedono magie protettive…ma c’è qualche congiunzione astrale da qualche parte che per caso io mi sono persa per strada? Non è una domanda peregrina, conoscendomi potrebbe tranquillamente essere e io come al solito mi sono distratta pensando ad altro. L’unica regola basilare, quella che tiene in piedi tutta la concezione magica si basa su un semplice obiettivo allontanare l’energia negativa ed attirare quella positiva, seguita ovviamente dalla regola che nella vita attiriamo sempre e solo quello che ci corrispondere; quindi perché usare la magia protettiva per difendersi dalle interferenze esterne quando la soluzione più ovvia sarebbe quella di avere più energia positiva dentro di sé? Semplice perché la prima è molto più facile della seconda e fino a che non siamo arrivati al punto di essere totalmente protetti dalla nostra stessa energia una protezione sembra la cosa più logica da fare.

Il punto è che spesso la magia protettiva si basa sulla legge del taglione “occhio per occhio” e io non sempre sono d’accordo con il ripagare con la stessa moneta perché parto sempre dal presupposto che se una cosa è finita sulla mia strada è perché in un modo o nell’altro ce l’ho portata io, quindi preferisco fare esattamente e pensare con quanta più energia positiva mi sia possibile alla situazione o alla persona (anche se la vorrei veder precipitare in un vulcano) in modo che si allontani dalla mia vita nella maniera più serena possibile con buona pace di entrambe. Sono buona? NO! Ho solo visto per esperienza diretta che spesso ripagando le persone che apparentemente non si meritano altro che calci nel deretano in questo modo le ispiro solamente a continuare a farlo, farle uscire dalla mia vita con amore alla lunga si è sempre dimostrata la scelta più giusta, per quanto difficile sia stato e per quanto avrei preferito togliermi la soddisfazione di pestare qualcuno suonandogliele di santa ragione. La strada più facile non è sempre la migliore e qualche anno di calci sui denti (ricevuti) mi hanno insegnato a stare ferma e smettere di reagire per imparare ad agire talvolta in maniera inaspettata persino a me stessa ottenendo in cambio molte più soddisfazioni sul lungo termine di quante ne avrei mai potute ottenere nell’immediato; in psicologia si chiama posticipazione delle gratificazioni, attendere nel tempo per avere una ricompensa maggiore…

Era un po’ di tempo che non mi divertivo più così tanto a scrivere qualcosa, negli ultimi mesi ho cercato di organizzare troppo le cose in modo da non dover essere sempre in rincorsa su tutto, ma non sono fatta in questo modo, non posso farci granché in fondo io mi piaccio esattamente come sono, casinista fino all’eccesso ma entusiasta di quello che faccio ogni giorno che sono qui a scrivere con chi passa da queste parti forse solo per questa sera o forse per un paio di sere in più; alleggerire la tensione mi permettere di liberare la penna e le parole che uso per comunicare e io amo la comunicazione in maniera smisurata. Per stasera è tutto, alla prossima Ilex

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