L’importanza di lasciare andare

Panta rei, tutto scorre…in questi tempi così metafisici, sentirsi dire lascia scorrere, lascia andare, lascia fluire (ma che sono un fiume?) sembra diventata una regola di vita! O impari o sei una nullità…per principio detesto tutto quello che sembra una frase da cioccolatino perugina o da biscotto della fortuna in stile zen; poi anche io da terapeuta mi rendo conto di avere usato la stessa identica frase, soprattutto a me stessa nei periodi in cui non riuscivo a sopportare il dolore di un rifiuto o la difficoltà di affrontare certe situazioni, allora mi mettevo li, più tranquilla che potevo cercando di far scivolare via il dolore attraverso il respiro e le lacrime…

Ho impiegato anni, anche solo per concepire il concetto di lasciare andare qualcosa, mi sembrava sempre un sinonimo di menefreghismo ed indifferenza, mi sono aggrappata a cose ormai morte con il rischio di affondare insieme a loro pur di non lasciarle andare per poi arrivare a rendermi conto che morire annegata come un topo per qualcosa che sfuggiva testardamente al mio controllo era solamente deleterio per me e poco costruttivo anche per gli altri ,così ho mollato la presa e accolto il vuoto. La sensazione lascia senza fiato, ti senti perso, senza confini, senza appigli, senza appoggi per poi accorgerti all’improvviso che senza zavorre puoi anche volare. Il punto è come fai a lasciare andare qualcosa o qualcuno a cui tieni? Anche se ti fa soffrir, anche se ti lascia continuamente in sospeso? Io, nonostante tutto, non credo di avere capito bene come ci sono riuscita, forse si arriva ad un punto di rottura in cui interviene lo spirito di conservazione e sopravvivenza e ti regala uno strappo improvviso, imparare consciamente a lasciare andare per me è davvero, ma davvero, molto difficile, non mi arrendo mai, sono testarda come un mulo e arrendevole come una parete di granito, per me lasciare andare è sinonimo di arrendersi alle fatalità della vita e rimanere in balia degli eventi esterni, o quantomeno questo è quello che ho sempre pensato fino a capire che tutto sommato io sono responsabile solo ed esclusivamente delle mie reazioni e non posso in alcun modo gestire e controllare quelle degli altri, capire questa cosa mi ha sollevata di colpo e anche se ogni tanto mi scontro ancora con certe situazioni (perché io mi dico, le persone non possono semplicemente fare quello che gli si dice? Mistero!!!) smettere di agitarmi come un anatra impazzita in tre dita di acqua quanto meno mi ha permesso di imparare a nuotare.

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