La torre nel bosco

In una foresta fitta si ergeva una torre solitaria…  Nessuno aveva mai osato addentrarsi. La gente del villaggio vicino, quando ci passava davanti, magari per far legna, o cercar funghi, si limitava ad osservarla con una certa diffidenza e non poco timore. Qualcuno diceva fosse abitata da un demone, imprigionato lì da un eroe leggendario secoli prima, dopo una sanguinosa lotta. Altri affermavano che una strega malefica si nascondesse tra quelle fredde mura. Pochi pensavano, in maniera quasi positiva, fosse dimora delle fate del bosco. Tuttavia, era meglio non disturbarle! Le fate sono note per il loro carattere dispettoso con gli umani impiccioni. Infine, una manciata di temerari affermavano che non vi fosse proprio nulla e quindi nulla da temere, se non qualche ragno e altri animaletti, come topi, scoiattoli e puzzole. Eppure, anche questi “coraggiosi” si guardavano bene dal mettere piede lì dentro… nelle notti senza luna si notavano strani bagliori all’interno della torre… …e si udiva una musica incantata e dolcissima, provenire dal suo interno…nelle giornate di sole non era raro passare davanti alla Torre e percepire un profumo di vaniglia e spezie, mentre allo stesso tempo qualcuno giurava che una brezza leggera come il soffio di un bambino, gli avesse sfiorato i capelli, come una carezza leggera…la strada che conduceva alla Torre, in realtà poco più di un viottolo, si biforcava dal sentiero principale della foresta ed, era fiancheggiato da cespugli spinosi, che in realtà qualcuno comunque affermava, fossero rose selvatiche…qua e là lungo il cammino, semi sepolte fra foglie secche e rami spezzati, spuntavano grosse pietre piatte di un colore bianco latte; chi si era perso nel bosco nelle notti di luna piena, ed era capitato nei pressi della Torre, le aveva viste splendere sotto i raggi lunari, incise da segni e simboli misteriosi, brillanti come argento fuso, come se qualcuno le avesse posate di proposito li sul sentiero, a guida dei viandanti; ma del loro significato si era ormai persa, da tempo, ogni traccia nella memoria degli anziani del villaggio e, i più giovani…bhe!!!…semplicemente si tenevano alla larga dalla Torre e dai suoi misteri. Anche Birghit, nonostante fosse più curiosa di un gatto, si guardava bene dall’avvicinarsi all’edificio quando la sua infinita ricerca di erbe, frutti e radici la portava a girovagare nel bosco “…ah!!!..poveri fessacchiotti!!…di sicuro io non vado ad infilarmi nei guai di proposito curiosando dove non devo!!” ripeteva fra sé e sé ripensando all’ultimo mal capitato che aveva passato la notte nei pressi della Torre…”…sono troppo sveglia!!!”….ma poi, come spesso accade, successe l’imponderabile e anche Birghit, senza sapere né come né perché, si ritrovò in una bella mattinata di sole, sotto la Torre…..  Effettivamente, tra le molte leggende che si narravano, vi era quella secondo la quale una volta troppo vicini all’edificio, questo esercitava una forte attrazione sui viandanti, che non potevano evitare di addentrarvisi. Così, scostando con cautela un ramo di rovi e stando attenta a non inciampare nelle radici, Birghit si fece strada sui gradini dissestati che conducevano alla grossa porta di legno. Ebbe un momento di esitazione (forse un attimo di lucidità), quando vi fa dinanzi, prima di decidersi a bussare. Perché bussare poi? Chi mai avrebbe potuto vivere lì dentro? E se anche qualche spirito, o qualche essere fantastico fosse vissuto tra quelle mura, avrebbe mai risposto al suo bussare? Fece un piccolo sospirò, alzò la mano destra chiusa a pugno e picchiò tre-quattro volte con le nocche sul legno umido, poi attese. Fu in quel momento che si accorse che il sole stava per tramontare e pensò fosse sicuramente meglio tornare a casa alla svelta. Stava, infatti, per girare i tacchi e darsela a gambe levate, quando lentamente la porta si aprì….  Un leggero bagliore di candela vibrava all’ interno…decise titubante di sbirciare ed un ululato lontano le fece decidere che fosse più sicuro entrare…sarebbe rimasta li dentro..spalle alla porta socchiusa giusto x passare la notte e poi via di nuovo a casa. Entrò silenziosa come un gatto..e si ritrovò come in un piccolo ingresso… c era un sorprendente tepore all’interno…fece qualche passo verso un altra porticina di legno e decise di aprila. Ciò che vide la lasciò senza fiato! Una sala immensa della quale a stento si vedeva la fine…con lampadari giganteschi e tavole imbandite di dolci frutta candita carne con uvetta..sidro… pensò che di sicuro si trattava di una sorta di incantesimo….ma non cosi maligno come poteva credere certa gente…  in effetti la torre era abitata da fate ( e non così dispettose come si mormorava ) che invitarono la fanciulla a banchettare con loro. Ma il tempo delle fate, si sa, non corrisponde a quello degli umani. Quello che sembrava il tempo trascorso fra banchetto e musica, era l’equivalente di molti anni umani…

Questa  storia è nata con l’aiuto di tante mani, oggi pomeriggio quando su un post della pagina facebook de Lastregaurbana ho condiviso la foto di una torre iniziando una storia; io ho scritto la prima frase, le altre si sono aggiunte mano a mano dalle altre pagine amiche e dai miei e loro lettori, chi volesse continuare il racconto è libero di farlo, scrivendo il suo pezzo nei commenti…verrà aggiunto al resto per formare un altro capitolo! Grazie a tutti i partecipanti, un abbraccio da Kiki (Ilex).

 

 

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6 pensieri su “La torre nel bosco

  1. Così, quando Birghit volle tornare tra gli umani la fata Azzurra la portò verso un grande specchio e disse:- guarda il tuo tempo-
    La ragazza vide il suo villaggio, la sua gente e poi avanzare verso di lei un giovane che pareva il suo Martin ma c’era qualche cosa che non andava, era lui e non lo era. Intuì la verità prima che Azzurra dicesse:- Non è Martin, è suo nipote, il tuo amore è morto molto tempo fa. La curiosità in qualche modo si paga, mia cara…-
    -Nooo- esclamò Birghit con le lacrime agli occhi- così è come se fossi morta, rivoglio il mio tempo!-
    -Questo è un potere che è solo di Malìa, la nostra regina, abita l’ultimo piano della torre, difficilmente possiamo parlare con Lei, che sa tutto, anche di te. Puoi provare a implorare di essere ricevuta con la tua richiesta, ma sarà difficile che esaudisca il tuo desiderio…-
    -Ditemi come faccio ad arrivare fino a Malìa, in cima alla torre, non vedo scale…-rispose Birghit

    eccoti la mia “continuazione”…ciauuu

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