Oggi non parlo di streghe!

Potrà sembrare strano visto che normalmente parlo solo di stregoneria, ma avendo anche qualche altro interesse oggi parlo, per essere coerente con i post della pagina facebook dei Fiori di Bach…che sono la mia passione, oltre alla magia e il mio pane quotidiano visto che faccio la floriterapeuta! La storia della floriterapia nasce negli anni ’30 del ‘900 grazie agli studi e alla ricerca del medico Inglese da cui prendono il nome; in Italia sono ancora abbastanza bistrattati e benché sembra che tutti sappiano di cosa stanno parlando io mi rendo conto tutti i santi giorni di quanta confusione, scetticismo e diffidenza ci sia per una terapia che può alleviare praticamente ogni tipo di problema tranne i brutti tagli di capelli, per questo mi dispiace dovete solo trovare il “vostro” parrucchiere! In molti pensano che i fiori possano curare o al massimo alleviare disturbi poco radicati, di poco conto e leggeri, come dire le unghie incarnite e una leggera ansietta da chissà che. Nella stragrande maggioranza dei casi le persone che si rivolgono a me lo fanno perché soffrono di ansia o depressione mali direi comuni quasi a chiunque, tanto che mia sorella mi dice sempre che se mettessi un banchetto in piazza modello “Lucy” dei peanuts (psichiatric help 5 euro), una boccia di prosecco e la scatola dei fiori gli unici che non riuscirei a brancare sono Buddha ed Eta beta, tutti gli altri miei! Nella realtà lavoro anche con cose ben differenti perché se è vero che l’ansia è una vera brutta bestia come lo è la mancanza di autostima, io e molti di quelli che fanno il mio stesso lavoro ci ritroviamo a doverci confrontare con realtà ben più spiacevoli che vanno dagli abusi alla violenza domestica, disturbi alimentari, dipendenze da sostanze di ogni genere, forma e colore, malati terminali e famiglie che rimangono dopo il decorso della malattia di cui sopra, bambini dati in affido o cresciuti senza famiglia…per poi passare ai disturbi del sonno, problematiche sessuali, ADHD, dislessia e altre piacevolezze del genere;  il nostro è un vero e proprio lavoro di terapia molti hanno studiato psicologia ma scelgono di andare oltre e lavorare con i fiori per poter aiutare al meglio le persone a stare bene; questo non significa sempre e necessariamente guarire in termini fisici ma anche solo imparare ad accettare e vivere in maniera differente una condizione che non ha vie d’uscita…chi mi conosce spesso mi domanda come io riesca ad affrontare le mie giornate sempre con il sorriso sulle labbra, a non uscire devastata dalle sedute con i pazienti, ci riesco perché oltre ad avere usato io stessa per prima il metodo, ho dalla mia l’aiuto della magia che mi ha insegnato nel corso di tanti anni a non cedere alla più facile compassione (che spesso diventa pietismo) e rimanere aperta nei confronti degli altri senza caricarli delle mie reazioni emotive, una persona che soffre, fosse anche perché si è rotta un unghia merita la stessa comprensione di chi soffre di depressione non perché una sia meno grave dell’altra ma perché per ognuno di noi i nostri problemi sono i più grandi del mondo e difficilmente riusciamo a metterli da parte anche solo per rivolgere una parola gentile al prossimo.

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