Huesuda la Dea della morte

La Huesuda, nella tradizione della cultura Messicana, non è assimilata ad una vera e propria divinità ma alla rappresentazione stessa della morte e benché non sia riuscita a trovare leggende vere e proprie o storie che la riguardano, mi sono resa conto che viene vista non tanto come una figura negativa da temere ma più come una persona quasi di famiglia, quasi fosse una nonnina gentile, nonostante il suo aspetto inquietante, che durante le celebrazioni di el dia de los muertos porta dolci e caramelle ai bambini compreso quello che è un dolce tipico delle mie parti (e di molte altre d’Italia) e di questi giorni dedicati ai festeggiamenti di Samhain: il pane dei morti. Rimane in ogni caso una figura legata alla morte e questa mattina mi sono messa a leggere il capitolo dedicato a lei sul mio libro “Giovani Dee” di Catherine Wishart, per trovare del materiale adatto all’articolo di oggi e ai post della pagina dedicati a lei; mi sono imbattuta in un paragrafo che mi ha dato davvero molto da riflettere in quanto dedicato alla morte stessa o quanto meno alla sua celebrazione, argomento scottante e quasi tabù in ogni dove, mio fratello ogni volta si mette a strillare e mi dice di non nominarla che porto sfortuna ma ogni volta io gli rispondo che è davvero l’unica cosa inevitabile dal momento stesso in cui veniamo al mondo e avere atteggiamenti scaramantici non la farà scomparire dalla nostra vita. Il paragrafo, tutto sommato breve, dava degli esercizi da fare legati al tema trattato, la morte appunto: la nostra. Prendi un diario e scrivi il tuo testamento, cosa vorresti lasciare in tuo ricordo alle persone importanti della tua vita? Io ad esempio so perfettamente a chi vorrei lasciare tutti i miei libri (a mia sorella) perché tanto scarpe e vestiti è bravissima a fregarseli da sola dal mio armadio appena giro la testa! Secondo punto del paragrafo: scrivi il tuo elogio funebre… ma non dovrebbe scriverlo qualcun’altro? No, perché scrivere quello che vorremmo gli altri dicessero di noi rispecchia fortemente il modo in cui consciamente o meno desideriamo essere visti e questo ci da tutto sommato la possibilità di capire quanto ci siamo vicini oppure no. Terzo punto: scrivi l’epitaffio della tua lapide (non voglio essere sotterrata da nessuna parte ma conoscendomi sarebbe una freddura…tipo “Ve lo avevo detto che non mi sentivo bene!”) Ultimo punto del compito per casa assegnato dalla Huesuda: organizza il tuo funerale… i fiori, le decorazioni, la musica, le scelte da fare (cremazione oppure no) una festa in cui celebrare la nostra vita o niente di tutto questo? Mi rendo perfettamente conto che questo è uno di quegli argomenti capaci di far esplodere la proverbiale bomba in mezzo al salotto, che la perdita di qualcuno a noi caro è legata soprattutto al dolore, ma incredibilmente fare questi esercizi (sì, li ho fatti sul serio) mi ha aiutata molto, come molti anche io ho perso delle persone a cui tenevo, ma immergermi nella morte in questo modo mi ha permesso di superare il dolore e benché la sofferenza e la nostalgia in molti casi non passi ugualmente permette quanto meno di viverla, nel possibile, con maggiore serenità.

Annunci

2 pensieri su “Huesuda la Dea della morte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...