Colpe e punizioni

In questi giorni mi sono dedicata alle leggi della Wicca, oggi vi racconto cosa succede a chi sceglie di trasgredirle…la stregoneria oggi è considerata una religione a tutti gli effetti, considerata in maniera generalmente positiva ma come la storia tristemente ci ricorda non è sempre stato così; stiamo parlando di una religione che ha secoli di storia nel suo passato e fino a non molto tempo fa una strega finiva al rogo; di conseguenza le regole sulla sicurezza per proteggere l’identità delle streghe erano realmente una questione che poteva fare la differenza tra la vita e la morte; nei tempi andati venivano considerati solo due tipi di esilio, quello per separazione e quello di morte, nell’esilio di separazione, usato per reati gravi di carattere morale il condannato veniva espulso dalla congrega, quando i fatti invece riguardavano la divulgazione dei nomi degli appartenenti al coven si poteva ricorrere al colpo della spada; non stupisce molto dato che nel medioevo non era poi così raro perdere la testa, in senso letterale per i crimini commessi; grazie al cielo oggi non siamo costretti a ricorrere a soluzioni tanto drastiche e definitive e la colpa della spada ha assunto un nuovo significato, viene sempre invocata in caso di trasgressione delle leggi giuridiche, quindi non di quelle magiche, portando all’espulsione dalla congrega e seguita da una bella denuncia alle forze dell’ordine; vi sono altre colpe che possono essere invocate; appartengono quasi esclusivamente alle congreghe che seguono una tradizione, ma è interessante anche per i solitari sapere che esistono delle conseguenze precise per chi viola le leggi e i decreti della stregoneria, che per quanto sia una religione estremamente liberale è comunque una comunità…dunque oltre alla colpa della spada abbiamo: la colpa del calice, utilizzata in casi di gravi violazioni di carattere etico e morale; la colpa della bacchetta utilizzata in casi di gravi interferenze da parte di uno o più membri della congrega che danneggino l’ordine interno della stessa, in questo caso viene richiesto l’intervento del consiglio e le conseguenze possono andare da una sospensione del servizio all’allontanamento definitivo dalla famiglia magica; l’ultima ma non meno importante è la colpa del pentacolo richiesta in tutti quei casi in cui un membro della congrega abbia seriamente danneggiato con atti fisici, altri membri della comunità, i loro beni o la loro reputazione, in questo caso l’esilio è immediato e definitivo. Poi resta da vedere l’altra faccia della medaglia, ossia quanto un anziano conosce a fondo i membri della sua stessa congrega, in Italia le tradizioni sono relativamente piccole e i coven sono composti per lo più da persone che si conoscono e perseguono interessi comuni e benché non siano totalmente escluse tensioni interne difficilmente hanno i problemi delle grandi famiglie americane che contano migliaia di affiliati alla tradizione, e benché gestiti in gruppi relativamente piccoli superano ugualmente i nostri numeri…che poi qualche sacerdotessa si sia presa la briga di applicare in maniera troppo sbrigativa le punizioni delle relative colpe è una questione interna e la lascio volentieri alla storia locale e alla coscienza delle loro anime. Detto questo faccio un ultima considerazione dedicata alle solitarie, che non essendo in una congrega magari pensano di poter fare tutto quello che vogliono senza il timore di essere scoperte o di non dover subire conseguenze, forse noi non abbiamo una grande sacerdotessa che sorveglia le nostre azioni, ma la Dea lo fa di sicuro.

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