Attrezzi e carabattole da strega

Ieri mi ha scritto una ragazza che desidera imparare a diventare una strega, è giovane, molto giovane, ma un pochino più grande di quando ho iniziato io, è vero essere nata e cresciuta in una casa abituata ai maghi mi ha permesso di curiosare e fare domande a non finire senza per questo essere presa per pazza; le ho consigliato, dato che vive in casa con i genitori, di iniziare da cose semplici, come un piccolo altare ( che non deve necessariamente sembrare quello che è), dalle devozioni quotidiane e dallo spazio sacro, lei giustamente mi diceva che voleva imparare a fare gli incantesimi, che sono ovviamente la cosa della nostra religione che affascina maggiormente i neofiti e i curiosi; come se noi andassimo in giro tutto il giorno a incantare la gente…in realtà lo facciamo senza grossi problemi, ma è più una questione di energia personale che altro! Pensa, la mia giovane scrittrice che per essere una strega servano chissà quali ammennicoli e spese folli per ottenerli…calderoni, bacchette, pentacoli, libri, coltelli cerimoniali, tuniche, mantelli, scopa, cappello a punta e sa il cielo cos’altro! In realtà per essere una strega non serve niente di tutto questo, serva la volontà di seguire la strada dei nascosti, il desiderio autentico e profondo di mescolare e fondere la propria essenza con l’energia dell’universo e della natura, che io sappia queste cose non costano un centesimo. La nostra non è una religione semplice da praticare perché siamo consapevoli in ogni momento di quello che siamo e se decidiamo di compiere un azione poi non abbiamo nessun belzebù da incolpare…

Il mio primo oggetto magico è stato l’altare, ma me lo ha regalato una delle mie migliori amiche per Yule (Natale), fino ad allora usavo quello che avevo per rappresentare gli elementi, oggetti che trovavo in natura, pigne, conchiglie, piume, qualche candela, oggetti che già possedevo e che per me avevano la capacità di connettermi con l’energia della terra, del mare, del vento e del fuoco; la mia adorata bacchetta di Agrifoglio l’ha trovata in un bosco la stessa amica che mi ha regalato gli oggetti dell’altare, e anche se oggi effettivamente ho tuniche, mantelli e cappello a punta…(manca la scopa) non mi sento più strega di quanto lo fossi prima, ossia lo sono, ma non per gli oggetti, solo perché in tanti anni ho imparato ad essere un tutt’uno con l’universo e per questo ci vuole solo tempo e tanto, davvero tanto lavoro! Noi non abbiamo chiese o luoghi di culto, i nostri luoghi sacri sono in mezzo alla natura e con le persone che amiamo, anche se non sono streghe, per tracciare un cerchio magico non serve niente più che la nostra energia e per lanciare un incantesimo solo i desideri più profondi del nostro cuore.

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