Druidi, maghi celtici

Non solo maghi, ma anche astronomi, sacerdoti e magistrati, i druidi erano i depositari delle tradizioni dell’ intera identità tribale in cui ogni cittadino si riconosceva; ma è impossibile parlare dei druidi senza parlare dei Celti, composti in realtà da svariate popolazioni che vivevano in molti paesi europei dalle isole britanniche ai confini del Danubio estendendosi fino a sud in alcune zone dell’Italia. Quella celtica era una società molto complessa, se abbiamo notizie sulla loro storia e le loro abitudini in gran parte il merito va a Giulio Cesare che ha annotato la loro civiltà nei suoi scritti (Commentarii e il De bello Gallico); la loro struttura sociale era divisa in tre caste differenti, il Re eletto dalla casta nobiliare che aveva funzioni principalmente militari, la popolazione libera che aveva funzioni essenzialmente economiche, non dimentichiamo che quelle celtiche erano popolazioni dedite principalmente alla pastorizia e all’agricoltura ed infine la casta sacerdotale che comprendeva i nostri druidi. Erano popolazioni guerriere, ma nella loro struttura sociale le donne avevano grandissima rilevanza, godevano degli stessi diritti degli uomini, potevano ereditare beni, governare, persino comandare eserciti; Boudicca, Regina degli Iceni è forse l’esempio più famoso arrivato fino a noi e naturalmente potevano diventare druide.

L’addestramento per diventare druido era molto lungo, durava circa vent’anni e dato che per i celti la conoscenza religiosa non doveva essere scritta, tutte le conoscenze e le tradizioni venivano tramandate verbalmente e imparate a memoria, notevole era la conoscenza in campo astronomico, ma anche in quello medico, o quanto meno in quello erboristico avendo anche funzioni di guaritori e benché venissero considerati i guardiani dell’ordine cosmico e i responsabili del complesso calendario celtico erano istruiti in campo politico e giuridico in quanto consiglieri del Re.

La struttura religiosa celtica comprendeva rituali propiziatori ai quali non erano estranei sacrifici umani e anche se prediligevano utilizzare a questo scopo i nemici catturati, in caso di necessità non erano inusuali offerte volontarie, le divinità del panteon celtico sono in molti casi assimilabili a quelle greco-romane: Lugh dio delle arti e dei mestieri era paragonato al romano Mercurio; Toutatis, il signore della guerra a Marte, Taranis signore del tuono a Giove e poi tanti e tanti altri ancora. Erano popolazioni contadine, di conseguenza il loro calendario festivo e religioso seguiva i cicli stagionali, la ruota celtica che noi streghe moderne seguiamo ancora oggi. L’anno iniziava il primo novembre con la festa che noi oggi conosciamo come Samhain, contrariamente a quello che molti pensano originariamente le feste del fuoco principali non erano otto ma solo quattro (in principio due), oltre alla desta di fine ottobre le altre erano Imbolc all’inizio di febbraio, Beltane ai primi di maggio e considerata la seconda festa del fuoco ed infine Lughnasad ai primi di agosto; solo successivamente sono stati aggiunti equinozi e solstizi come festività minori; la grande importanza che veniva data agli animali come totem e alle piante nell’oroscopo celtico per non parlare della scrittura lasciata ai posteri, l’Ogham, di cui ancora si conosce poco, lasciano in quella celtica una delle culture antiche più interessanti del panorama europeo e nemmeno se rimanessi qui a scrivere per i prossimi cento anni potrei riuscire a descrivere tutto quello che ancora c’è da scoprire su di loro.

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