Le porte di luce

La prima volta che ho sentito parlare delle porte di luce stavo leggendo “Il calderone magico” di Silver Ravenwolf, autrice che adoro e dalla quale ho imparato nel corso degli ultimi anni tantissime cose; essenzialmente sono delle visualizzazioni eseguite in stato di trance, nel libro lei si limita ad elencarle e a spiegarle brevemente, questo significa che chi desideri provare ad eseguirle deve procedere per passi più o meno specifici, la prima e fondamentale tappa è ovviamente quella di imparare a meditare e ad arrivare a rilassare la mente talmente in profondità da scendere fino al livello theta delle onde cerebrali per un tempo sufficiente da portare a termine la visualizzazione, io ci ho messo un annetto abbondante, forse perché ho un cervello che tende a schizzare impazzito da un pensiero all’altro come un criceto da corsa; in secondo luogo perché ho poi scoperto di avere imparato una delle tecniche più difficili di meditazione, ossia imparare a spegnere completamente il pensiero e per questo ci vogliono anni di pratica costante, anche se in 6/8 mesi di lavoro quotidiano si raggiungono ottimi risultati partendo dalle affermazioni che velocizzano notevolmente il processo, una volta imparata la tecnica bisogna scrivere le meditazioni scelte, una alla volta e per finire serve una guida, una persona di assoluta fiducia che sia presente durante gli esercizi, perché una volta partita la trance, in caso di necessità serve qualcuno in grado di portarci indietro, con le mie allieve questo compito spetta giustamente alla sottoscritta; altra figura importante è quella del lettore, io parlo con un tono di voce molto basso, per cui quando faccio questo tipo di esercizi con le mie allieve guido le meditazioni perché riesco a mantenere un tono e un ritmo di voce che favoriscono il rilassamento mentale e la perdita di coscienza rispetto alla realtà circostante, il fatto di avere una voce ipnotica non è da sottovalutare; mi è capitato di partecipare a visualizzazioni guidate in cui il lettore aveva una voce sgradevole, almeno alle mie orecchie, e il risultato è stato che dopo pochi minuti io ho lasciato perdere l’esercizio, ho escluso completamente la voce esterna dalla mia coscienza e sono andata avanti per i fatti miei con una meditazione tutta mia…

Le porte elencate da Silver nel suo libro sono:

La porta della guarigione, La porta dei sogni e della creatività, La porta della conoscenza, La porta dei ricordi, La porta della storia, La porta dello scopo, La porta dell’unità e La porta della divinità.

Mi è capitato di attraversare le porte sia intenzionalmente, attraverso le trance guidate, che durante delle meditazioni particolarmente profonde, in cui lo spirito si espande da solo, senza l’ausilio esterno e le ho trovate sempre molto belle; il senso del tempo e dello spazio cambiano totalmente di percezione per cui meditazioni che a noi sembrano durare pochi minuti in realtà sono durate ore…

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4 pensieri su “Le porte di luce

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