Un elfo per guardiano

Per nascita appartengo alla tradizione scandinava, non perché la mia famiglia segua questa tradizione o perché io abbia deciso di seguirla, solamente perché appartiene alla mia energia o meglio io appartengo alla sua…sono nata il 15 ottobre, giorno del capodanno scandinavo, il mio animale totemico costante (gli altri cambiano a seconda della necessità) è un corvo, la mia pianta è l’agrifoglio…mi sono dovuta arrendere all’evidenza e accettare questa cosa nella mia vita, gli eventi che mi hanno fatto capire quanto io sia legata alla tradizione norrena è stato l’incontro con il mio elfo guardiano.

Parecchi anni fa, in un periodo particolare della mia vita, ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, erano talmente forti da non permettermi di muovermi, ed era una cosa che odiavo a morte…nel mio percorso per capire cosa li causasse e trovare il modo di liberarmene iniziai a fare delle meditazioni molto intense per cercare una via di uscita, un giorno chiesi aiuto al piccolo popolo, disposta a seguire gli insegnamenti di chiunque si presentasse alla mia porta, quella notte ricevetti la visita di un elfo, alto, biondo, glaciale, proprio come un elfo germanico…mi parlava in elfico ma io non capivo niente, mi diceva di fare delle cose che io non capivo, ero frustrata perché non sapevo cosa volesse da me, e lui non era decisamente paziente…per essere un immortale poi!Era una sorta di guardiano e di maestro d’armi, mi dava lezioni di caccia, di scherma, di tiro con l’arco, non è mai stato particolarmente tenero o affettuoso, la mattina spesso mi svegliavo con i lividi che mi ero procurata da sola o che mi lasciava lui in ricordo, colpendo le mie caviglie con il suo arco…Erano sicuramente sogni lucidi o viaggi astrali perché di quelle uscite ricordo i suoni, i colori, gli odori… mi ha costretta a prendere a frecciate gli emblemi della mia famiglia per aiutarmi a liberarmi del mio passato, mi ha lasciata da sola armata di un coltello in mezzo ad un branco di belve dicendomi “Se sei viva ci vediamo domani” per far crescere il mio coraggio, mi ha portata a caccia di orchi da scuoiare per vincere la paura della morte…di quella caccia ricordo la connessione con la sua energia, la sua vista a chilometri di distanza, la percezione delle formiche nel terreno, l’intensità dell’odore del sangue di cui ero ricoperta, la velocità nella corsa, la ferocia nella battaglia, l’assoluta mancanza di emozioni nella morte…io andavo a caccia col mio spirito mentre il suo spirito faceva la guardia al mio corpo, sentivo la sua presenza costantemente, quante volte la mattina ho trovato lunghissimi capelli biondi sul mio cuscino; il fatto che fosse tanto severo non mi ha mai però fatto dubitare che non fosse attento a me, si era presentato spontaneamente alla mia porta perché davvero mi voleva aiutare, lo ha fatto, mi ha spronata, insultata, lanciata in mezzo ai pericoli, non so se in caso di necessità sarebbe tornato indietro, ho idea che il suo fosse un concetto molto spartano di addestramento; in ogni caso quando ha finito il suo lavoro con me di sicuro qualcosa era cambiato, tanto per cominciare non avevo più gli attacchi di panico…

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