I colori della magia

In tempi di buonismo e di perbenismo siamo ormai convinti che la magia sia di un solo colore, ossia bianca, ma non è propriamente vero anche perché non sono solamente le streghe a praticare magia; senza entrare nel merito della differenza tra wiccane e streghe (non tutte le streghe seguono le regole della wicca, anzi!), vi sono nel mondo numerose correnti esoteriche che praticano la magia all’interno dei loro rituali, basti pensare al vodoo, alla santeria, alla youruba; l’alchimia utilizza pratiche stregoniche da secoli e la massoneria piuttosto che i rosacroce o gli appartenenti alla golden down praticano magia all’interno dei loro rituali e percorsi iniziatici. Sono per la stragrande maggioranza correnti di cui non si sente parlare e avvolte dal mistero e dal riserbo più totale, ma solo perché non se ne parla non significa che siano estinte.

Essenzialmente potremmo definire bianca la magia buona e nera quella cattiva, ma cosa significa nello specifico questa definizione? Tecnicamente le streghe praticano solamente magia bianca, volta al positivo, al miglioramento personale e alla crescita del bene nel mondo, è basata sull’amore per il prossimo e ha fondamentalmente lo scopo di non danneggiare il prossimo, la magia nera au contraire basa il proprio principio fondante sul potere e il suo raggiungimento a qualunque prezzo, a qualunque costo, chiunque debba andarci di mezzo, odio rancore e vendetta non sono certamente un problema etico o morale; detta così sembrerebbe estremamente semplice definire la magia in buona e cattiva, peccato solo che gli esseri umani non siano altrettanto lineari nei loro obiettivi e nei loro propositi, ora non voglio dire che danneggiare volontariamente il prossimo sia necessariamente una cosa bella o brutta, ma quante volte con o senza magia combiniamo dei disastri colossali a fin di bene o invece pensando di danneggiare qualcuno in realtà ci stiamo scavando la fossa con le nostre stesse mani? Una delle regole fondamentali in magia dice “quel che fai ti torna indietro”, quindi si potrebbe pensare che la maggior parte delle streghe non esegua magia nera solo per non pagarne le conseguenza, ma in realtà non è detto, esiste sempre il libero arbitrio e se un praticante è consapevole delle ritorsioni delle sue azioni ed è disposto a pagare dazio non c’è ragione che tenga. Per fortuna le situazioni che richiedono un intervento tanto drastico sono davvero poche, ma tengo a precisare una cosa, non iniziate a correre in giro alla prima sventura pensando che qualcuno vi abbia lanciato una fattura, la magia richiede una quantità incredibile di energia e non è detto che una strega senta la necessità di usarla per qualcuno che non sia lei stessa. La magia eseguita per altre persone o indirizzata a terzi è definita grigia, ma anche se mi venisse in mente di lanciare una maledizione a chichessia se fosse ben protetto dal suo campo energetico mi rimbalzerebbe sul sedere senza troppe storie.

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