Un viaggio attraverso la casa di Muladhara

Qualche tempo fa ho parlato di Muladhara, il primo chakra; questa sera riprendo l’argomento in maniera un pochino più approfondita, per farvelo conoscere meglio, potrebbe diventare il vostro migliore amico o il peggiore dei vostri incubi. Questa settimana ho finito i corsi di quest’anno, ma le mie allieve mi hanno confermato che di tutte le tecniche che hanno studiato alla fine ritornano sempre a rifare gli esercizi del radicamento, perché se siamo ben radicati possiamo andare ovunque…

 La lunga scalata attraverso i chakras inizia con il primo, situato alla base della spina dorsale. Questo livello rappresenta le nostre radici, le nostre fondamenta, il nostro stesso corpo e la nostra sopravvivenza; il nostro scopo quindi diventa quello di costruirci delle fondamenta solide per poter e il lavoro successivo e di rafforzare queste fondamenta con solidi pilastri, le nostre radici, robuste e profonde, che diano sostegno ad un corpo sano, forte e che ci aiutino a trovare stabilità nella nostra stessa esistenza.

Gli strati del primo chakra:

  • Lo strato mentale del primo chakra contiene tutte le considerazioni morali, i divieti e gli ideali che riguardano la sopravvivenza, il sesso, la salute, il corpo, la famiglia, i beni materiali e il rapporto con il denaro.
  • Nello strato delle strategie difensive troviamo la lotta, la fuga, la fatica, i movimenti forzati e trattenuti, la rigidità o la debolezza. Queste azioni ci permettono di evitare il contatto con la paura ma contemporaneamente ci impediscono di agire con naturalezza ed ostacolano la naturale spontaneità del nostro corpo.
  • Nello stato emotivo troviamo tutti i sentimenti relativi all istinto di sopravvivenza; l’insicurezza, la paura, l’ansia legata alle malattie ed alla morte, i dubbi esistenziali, il terrore dei cambiamenti, la sensazione di non appartenere a questa terra, la vergogna, la pena, l’invidia, la sensazione di non avere di che vivere, la bramosia, l’avidità, sentirsi deboli, fragili, incapaci di non vacillare.
  • Lo strato energetico si manifesta con una grande fiducia nei confronti dell’esistenza, col pieno radicamento nel cuore della terra, siamo solidi, sani, vitali, il nostro corpo è rilassato, viviamo la vita e la sessualità in maniera spontanea e appassionata per il puro piacere di farlo.

ESAMINARE LA PROPRIA PROGRAMMAZIONE:

la sopravvivenza è il punto centrale del primo chakra. programmato in un età in cui siamo troppo giovani per ricordarlo, il nostro concetto di sopravvivenza si è integrato nel nostro sistema nervoso, influendo sulla nostra stabilità, sul nostro senso di unione e connessione con la materia e di conseguenza sulla nostra capacità di provvedere ai nostri bisogni.

  • Com’è stata garantita la vostra sopravvivenza in passato? Chi se n’è occupato? A quale prezzo? In che tipo  di atmosfera? Che sentimenti provate oggi per chi si è preso cura di voi? Quali erano invece i vostri sentimenti a riguardo nel passato?
  • Come manifestate la fiducia, o la sfiducia, nel modo di affrontare le vostre necessità di sopravvivenza o la vostra capacità di soddisfarle?
  • Quanta stima e importanza data al vostro corpo? Quanto vi prendete cura di voi stesse?
  • C’è qualcosa che vi impedisce di voler vivere pienamente la vostra esistenza?
  • In quale modo interferite con la manifestazione delle vostre necessità di sopravvivenza?
  • Muladara rappresenta il diritto di avere: nella vostra crescita questo diritto è stato infranto? Se sì, in che modo e da chi? Cosa potete fare per modificare la situazione?

MANIFESTAZIONE:

  • Scrivete qualcosa che volete manifestare, aggiungendo quanti più possibili sia della forma finale del vostro progetto che dei passi necessari per portarlo a termine.

AFFERMAZIONI SUL CORPO:

  • Trovate un posto comodo dove rilassarvi ed iniziate a respirare profondamente lasciando affiorare le sensazioni del vostro stesso corpo, partendo dal basso immaginate di essere i vostri piedi. Voi siete la loro esperienza, la loro personalità, in questo momento siete la loro voce… iniziate dicendo: “io sono i miei piedi e io sono….” continuate con un affermazione metaforica della loro esperienza!

Esempi tipici possono essere: “io sono i miei piedi e non riposo mai”, “io sono i miei piedi e reggo tutto il peso di questo corpo”, “io sono i miei piedi e sono sempre ignorato”. Non date nessun giudizio sulle affermazioni che vi vengono alla mente, limitatevi a prenderne nota sul vostro diario.

Proseguite con tutte le altre parti del vostro corpo (caviglie, polpacci, ginocchia, natiche, genitali, stomaco, schiena, spalle e via discorrendo fino alla testa)

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