Decreti della Wicca, n° 13

“….accettiamo qualunque persona che abbia un sincero interesse per le nostre conoscenze e per la nostra fede, senza nessuna distinzione di razza, colore, sesso, nazionalità, cultura o abitudini sessuali”…aggiungerei anche le abitudini alimentari giusto per non essere considerati discriminanti.

Oggi si festeggiano gli 800 anni della Magna Carta, uno dei primi documenti della storia ad avere promulgato dei diritti che potremmo definire civili…i decreti della Wicca hanno giusto quei 750 anni in meno, ma sono comunque una guida per la nostra comunità. A proposito dell’articolo preso in considerazione oggi è un periodo che mi imbatto continuamente in questioni spinose che riguardano fenomeni di razzismo, omofobia o xenofobia, piaghe sociali di una portata enorme, che siano dettati da paure inconsce, dall’ignoranza di qualcuno o considerati forme di inciviltà da parte di altri, sono in ogni caso problemi reali con cui tutti quanti ci dobbiamo relazionare.

Come strega probabilmente accetterei nel mio cerchio anche un marziano, un asgardiano o un cercopiteco sempre che ovviamente rispetti le nostre regole di convivenza pacifica e di tolleranza nei confronti di tutti gli esseri viventi; non ho pregiudizi particolari nei confronti di altre razze, colori di pelle, abitudini sessuali, ma non centra tanto con la mia religione quanto con la mia esperienza personale…ho lavorato per anni in un ambiente multietnico e mi ha sempre divertito e commosso come i bambini siano tutti identici davanti ad un pallone e come le bambine mettano in comune bambole e piattini superando ogni barriera di comunicazione lasciando sbigottiti gli adulti che stanno loro intorno; i miei genitori mi hanno scarrozzata in giro per il mondo praticamente dalla nascita e quando cresci in mezzo a gente di tutti i tipi non ti accorgi nemmeno che siete diversi in superficie, la diversità è solo negli occhi di chi guarda.

Una cosa mi è sempre rimasta impressa nella mente a proposito delle uguaglianze e delle differenze, “Il sangue degli ebrei” scritto da Shakespeare nel “Mercante di Venezia” potete andare a cercarvi l’opera o farvela recitare da un grandioso Al Pacino nella versione cinematografica…al di la della lingua che parliamo, del colore della nostra pelle, degli dei che adoriamo, delle persone che amiamo, delle cose che mangiamo, da qualunque paese, continente o pianeta veniamo ognuno di noi ha in comune con tutti gli altri le cose fondamentali, l’amore per i propri figli, il dolore di una perdita, la paura della fame e della guerra, lo stupore davanti ad una cosa nuova…Il bardo ha espresso con la sua penna il concetto in un modo ineguagliabile, ne sono consapevole; ma da quando ho letto quelle parole (e le prima volta che le ho lette avevo 15 anni) le ho considerate la mia via per capire che persona essere, poi sono diventata una strega ma su questo articolo almeno ero già preparata e non mi ha creato nessun problema.

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