Odio, rancore e desiderio di vendetta

Si dice che le streghe non frequentino il lato oscuro, ma il lato oscuro è presente in ognuno di noi,in percentuale variabile, non è possibile togliere le emozioni dalla natura umana, per quanto sia possibile scegliere se dargli retta e lasciarsi condizionare da esse oppure no.

L’odio è un’ emozione potente, devastante, che nascerà pure dalla paura del diverso o dal dolore del rifiuto, ma quando una persona mi dice che non è capace di odiare io penso che non sia nemmeno capace di amare, dato che l’odio nasce come assenza di amore, se non sei capace di lasciarti travolgere da uno non riesci a vivere nemmeno l’altro; in tempi in cui siamo tutti così santificati nelle nostre intenzioni ammettere di provare un emozione tanto bestiale e primordiale ci fa pensare di essere ricaduti nei tempi medievali..no! siamo semplicemente esseri umani, con le nostre debolezze, le nostre paure ancestrali e i nostri desideri infranti!

Un discorso a parte lo dedico al rancore; discendo da una stirpe di rancorosi di lunga data, ho visto parenti non rivolgersi la parola per decenni e mi sono sempre chiesta quanta energia servisse per mantenere intatta tutta questa rabbia nei confronti di questi improbabili mostri di crudeltà e perfidia che si sono dimenticati di rispondere al telefono…o altri fatti altrettanto gravi; nella mia famiglia la soluzione ad ogni problema è smettere di parlare con il malfattore e incolpare il mondo di ogni disgrazia, io lo chiamo il mantra del rancore…credo se lo ripetano tutte le mattine davanti allo specchio per darsi la carica per affrontare al meglio la giornata!

Il desiderio di vendetta nasce probabilmente dallo stesso genere di problemi, che siano un autostima a livelli di zerbino, mancanza di personalità o invidia feroce, in realtà poco importa, è sempre più facile minacciare qualcuno di fargli pagare reali o presunte colpe piuttosto che rimboccarsi le manichine e fare in modo che la propria vita inizi a viaggiare su un altro binario; certo a non tentare nulla non si corrono rischi, non si rischia di perdere (e neanche di vincere, che talvolta fa ancora più paura), e soprattutto si evita come la peste il rischio che una volta usciti allo scoperto ci si debba assumere la responsabilità di portare a termine quanto promesso…come dire meno male che sono depresso, che altrimenti poi mi toccherebbe di essere felice!

Alzi una mano chi almeno una volta nella vita non si è sentito in questo modo, perché in qual caso c’è da chiedersi quanto pienamente e profondamente si sia vissuto.

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