L’importanza del radicamento…

Insieme alla centratura è l’aspetto fondamentale di una strega ben addestrata e la base per riuscire efficacemente nella pratica magica. E’ una cosa che ripeto alle mie allieve fino alla nausea, senza un buon radicamento non si va da nessuna parte, perché se si vogliono sperimentare gli esercizi di trance (come la bilocazione, i viaggi fuori dal corpo o le metamorfosi) bisogna assolutamente essere radicati onde evitare di perdersi nei meandri della propria mente con la conseguente difficoltà a ritornare presenti.

Essere radicati significa sentirsi stabili e connessi con la terra e con il presente, ma è anche legato al nostro passato, alle nostre radici ancestrali e il suo stesso concetto è assimilato nell’infanzia dalla nostra famiglia d’origine.

La prima lezione che faccio in qualunque corso che abbia anche solo lontanamente a che vedere con l’energia è incentrata sul radicamento, le mie allieve del secondo anno iniziano adesso a lavorare sulle prime pratiche di trance (le più semplici, mica la bilocazione) dopo quasi un anno di lavoro sul radicamento, se mi rendo conto che il loro livello di radicamento non è sufficiente e sicuro non le lascio neanche avvicinare ai livelli più avanzati di lavoro, perché sebbene non sembri, può essere pericoloso praticare meditazioni molto profonde senza avere un appiglio solido a cui fare ritorno.

Non sono pochi i casi che raccontano di persone che non sono riuscite a svegliarsi da sole o hanno dovuto aspettare che qualcuno le riportasse indietro dalla trance in cui erano scivolate; alcuni addirittura parlano di stati meditativi talmente profondi da essere scambiati per morti apparenti o stati comatosi auto indotti; io non sono un medico, ne uno psichiatra, non sono in grado di giudicare da un punto di vista specialistico questa affermazione, potrebbe tranquillamente essere una bufala come una verità assodata, tant’è che praticando meditazione da oltre un decennio io per prima mi sono resa conto di quanto un buon radicamento sia necessario, soprattutto quando i primi tempi in cui praticavo la meditazione (e non avevo ancora imparato bene la tecnica) mi risvegliavo dopo qualche ora convinta di aver trascorso pochi minuti di rilassamento…questo mi ha insegnato tre cose fondamentali, a non fare certi esercizi da sola, a lavorare prima di tutto sulla mia stabilità onde evitare di lievitare come un pallone aerostatico e a puntare sempre una sveglia quando faccio i miei esercizi. Anche oggi sento la necessità di puntare la sveglia, perché in meditazione si riescono a raggiungere stati di rilassamento talmente profondo (onde cerebrali di livello theta) che si perde completamente il senso del tempo e dello spazio, il vantaggio incredibile che dà imparare certe tecniche è che in mezz’ora si recupera energia come con una notte di sonno e per tutta la giornata a venire si è talmente presenti a quello che si sta facendo che spesso si riescono a fare il doppio delle cose nella metà del tempo senza avvertirne la fatica.

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