Una vacanza in Averno

Lo sappiamo tutti, la discesa agli inferi è facile! Quello che forse non tutti sanno è che ogni strega che affronta una cerimonia di secondo grado vince una vacanza in Averno ai famosi bagni Caronte sulla riva dello Stige…Cerbero fa la guardia ad eventuali intrusi!

Se vi si sono rizzati i capelli sulla testa, respirate e riportate la chioma all’ordine, nessun demone furioso sbucherà da una botola nascosta sotto il tappeto per trascinarvi urlanti e scalcianti nella tana di qualche mostro per mangiarvi allo spiedo…

I riti di passaggio sono molto importanti nella nostra religione e segnano la nostra crescita spirituale, quella di secondo grado ci permette di effettuare un vero e proprio viaggio iniziatico nelle profondità del nostro inferno personale, per permettere al nostro vecchio sé di morire e lasciare posto ad una nuova versione di noi. Moltissimi miti antichi raccontano di viaggi nel mondo infero (non confondiamolo con l’inferno Cristiano, niente demoni qui, tranne i nostri!), prove per dimostrare il proprio valore e coraggio, ma essenzialmente per imparare a lasciare andare; mentre nelle cerimonie di altri gradi sono permessi accompagnatori (vi ricordate Virgilio con Dante?), che siano totem animali, guardiani o archetipi personali, piuttosto che il vostro angelo custode, la cerimonia di discesa non prevede alcun aiuto, siamo da soli con noi stessi e per tornare indietro dobbiamo lasciare delle cose; i nostri fardelli, i nostri dolori, le nostre paure, il nostro vecchio io.

Non è una cosa spaventosa, la mia l’ho organizzata nella casa di montagna di un amico. Io e i boschi per una settimana, niente telefono, niente portatile, niente musica, nessun contatto con il mondo esterno, mi sono fatta una settimana di isolamento totale…pensavo di uscire di testa! Io che non parlo per otto giorni con un altro essere umano? E’ stata una bella esperienza! E’ stato in quell’occasione che ho imparato ad ascoltare, me stessa prima di tutto, ma anche gli altri; non c’è niente come il silenzio assoluto per imparare finalmente a sentire. Sono una strega solitaria, di conseguenza le mie cerimonie le ho tutte preparate da sola, mi sono dovuta interrogare su cosa volessi fare per questa in particolare, quindi se avete voglia di fare un tentativo, pensate a qualcosa che per voi sia realmente un problema; è una sfida nei confronti di voi stessi, non una passeggiata. Ho scelto un posto decisamente isolato perché sono un animale cittadino (ieri vi ho raccontato della mia esperienza in Toscana…ma eravamo in dieci, mica non ero da sola!), sono sempre in giro, difficilmente passo una giornata senza vedere o sentire qualcuno, per cui per me è stata veramente una sfida…per fortuna con me stessa ci vado d’accordo, altrimenti mi sarei presa a calci da sola dopo due giorni! Il mondo della magia è spesso misterioso e le persone si interrogano su cosa facciamo durante le nostre cerimonie: semplicemente ci riappropriamo dei riti di passaggio che i nostri antenati hanno fatto per secoli e che noi ci siamo persi per strada.

Quindi com’è la vostra versione personale di un viaggio all’inferno?

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