Trova il tuo stile

Qualche settimana fa ho parlato della meditazione, ma come si fa a capire qual’è quello migliore per noi? Nel corso degli anni ne ho provate parecchie, in certi periodi della mia vita ne ho trovate più utili alcune che invece in altri non mi portavano da nessuna parte. Provarne di diverse è sicuramente una buona cosa, quantomeno per farsi un idea generale, tenendo presente che quando si sperimenta un nuovo tipo di meditazione è buona regola mantenerlo, su base quotidiana, per qualche mese; tenendo a mente questo consiglio, come destreggiarsi tra le mille proposte possibili?

Tradizionalmente pensiamo alla meditazione indiana, quella con le gambe incrociate e immobili per ore…tenete presente che la meditazione statica di quel tipo era usata da persone che lavoravano la terra in media 12 ore al giorno, la meditazione statica diventava un modo, spesso l’unico, per fermarsi e riprendere fiato, per riconnettersi con lo spirito e prendersi una pausa dal mondo; nella nostra società dove i lavori sono per lo più statici (andare a fare le fotocopie non conta) e l’interazione corporea con gli altri è scarsa o addirittura assente, la nostra corazza energetica tende ad indurirsi e a diventare impermeabile, con la conseguenza di avvertire poco il nostro corpo e la nostra energia rimane perlopiù concentrata nella testa attestandosi in zona orecchino…per riportare (o portare) il fisico a sentire la propria energia scorrere occorre puntare verso meditazioni dinamiche, che ci facciano scuotere, potete provare con le meditazioni dinamiche di Osho, con la danza dei Dervisci…ma anche molto semplicemente ballando e saltando! Provate a ballare come l’orso Baloo, camminate come Cucciolo o come topo Gigio, state certi che dopo 30 secondi vi sentirete talmente sciocchi da scoppiare a ridere da soli (la risata aiuta a rompere le corazze energetiche ed allenta la tensione); se la nostra coscienza non è così intorpidita da sembrare un urside in letargo possiamo orientarci verso le meditazioni energetiche, come quelle che si concentrano sui chakras o sulle nostre interazioni con le energie esterne (terra e cielo sono un classico, così come la meditazione della fontana energetica); nel caso in cui invece il nostro grado di consapevolezza energetica sia elevato potremo sperimentare le meditazioni statiche che si concentrano sul respiro o sul vuoto!

In uno dei miei corsi stiamo passando attraverso le varie sperimentazioni, oggi pomeriggio tentiamo la sorte con quelle mentali, dopo avere provato le dinamiche e le energetiche nei mesi passati, per fortuna è una bella giornata, così posso sfruttare la vicinanza col parco e fare lezione all’aperto, può sembrare assurdo, ma in realtà la vicinanza con gli elementi della natura aiuta moltissimo a non concentrarsi, a lasciare andare e a raggiungere lo scopo. Buona meditazione a tutti

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