La meditazione

Che cos’è la meditazione? Questa probabilmente è la domanda che tutti si fanno e che più facilmente da addito alle teorie più svariate; nel mondo della new age praticamente ogni cosa, spesso a torto, viene definito MEDITAZIONE; alcuni confondono la meditazione con il rilassamento, altri con un particolare livello di concentrazione, altri ancora con il distacco dalle cose del mondo, alcuni la identificano con uno speciale equilibrio da raggiungere nella propria mente; tutte cose molto utili a meditare che tuttavia non sono la meditazione vera e propria, la quale fondamentalmente si riduce ad un’unica cosa: la consapevolezza di se. CONSAPEVOLEZZA: significa essere coscienti ed attenti, noi possiamo essere consapevoli delle sensazioni del corpo, dei pensieri della mente, delle emozioni, di uno stato d’animo, del nostro respiro, del piacere che proviamo e via di questo passo, anche se normalmente ci identifichiamo con i nostri pensieri, emozioni ecc. senza tuttavia esserne consapevoli, limitandoci ad essere i nostri pensieri, le nostre emozioni e via dicendo. Appena cominciamo ad osservare questi fenomeni interni cessiamo di identificarci con essi ed entriamo in un luogo più profondo di noi stessi. Quello che conta realmente nella meditazione non è tanto essere rilassati, centrati o concentrati (questi sono stati mentali che ci aiutano a entrare in meditazione) ma essere presenti. La meditazione ci porta oltre tutti gli stati d’animo, oltre i pensieri, oltre le emozioni, oltre le sensazioni del corpo, oltre il piacere; il che non significa certamente diventare assenti, inerti o disinteressati alla vita; esattamente il contrario. Nella meditazione io ho dei pensieri, ma non sono i miei pensieri, provo dei sentimenti, ma non sono i miei sentimenti, sento delle sensazioni, ma non sono le mie sensazioni; non sono più identificato con i pensieri ma con colui che osserva i pensieri, le emozioni, le sensazioni ecc. ed essere chi osserva i fenomeni che avvengono dentro noi stessi è una modalità di essere e un centro dell’attenzione che difficilmente si può descrivere a parole, andando al di la delle normali componenti associate alla mente ordinaria. Il koan (chi sono io?) è una domanda che non conduce ad una risposta logica riconducibile ad una frase di senso logico ma all’ esperienza di essere se stessi senza identificarsi con l’io. Questa può diventare un esperienza sconvolgente, capace di portare nella mente umana cambiamenti più profondi di qualsiasi altra cosa. C’è che definisce la meditazione come la più grande avventura che la mente umana possa affrontare. Meditare in sostanza significa semplicemente essere, non fare niente: nessun pensiero, nessuna azione, nessun sentimento; il semplice esistere diventa fonte di gioia… ma da dove arriva questa gioia se non sto facendo niente? Da nessuna parte e da ogni luogo, perché questa gioia non è la causa di qualcosa, ma l’essenza stessa del nostro nucleo, quando meditiamo siamo pienamente in contatto con il nostro centro, il nucleo, la nostra stessa essenza; quando siamo in meditazione siamo a casa.

La meditazione diventa una risorsa fondamentale per il trainer di una strega, in quanto aiuta a sviluppare le facoltà extrasensoriali e per esperienza personale per chiunque si ritrovi a fare lavori a contatto con il pubblico o con un capo difficile…aiuta a non farsi prendere dall’impellente desiderio di stenderli con una padellata…

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