Il centro del cerchio

Ieri ho parlato dei quattro elementi in maniera abbastanza generale, oggi mi soffermo su quello che è il punto cardine del rapporto che ogni strega ha con il centro del cerchio, il luogo in cui ci riuniamo allo spirito o agli archetipi divini. Se non siete cresciuti credendovi dei frullatori e seguite una religione avete sicuramente ben presente quanto la figura del Divino sia importante, noi pagani non facciamo la minima eccezione a questo particolare aspetto; è il tema della mia lezione di oggi e visto che è tutta la mattina che spulcio tomi di mitologia direi che posso fare due riflessioni in merito.

La prima cosa che mi viene in mente è che in qualunque tradizione, in qualunque pantheon andiate a vedere, in qualunque sistema religioso troverete archetipi divini, simili in ogni zona del pianeta, questo perché gli esseri umani per quanto distanti in anni o in chilometri hanno le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse paure, gli stessi desideri, e che cerchino l’amore, la fortuna o una grazia particolare troveranno in qualunque parte del globo un archetipo che possa rispondere alla sua richiesta. Naturalmente si può scegliere di confidarsi con il Tutto e conosco molte persone che scelgono di non andare oltre il concetto di Signore e Signora per scindere l’aspetto maschile e quello femminile dell’energia divina, ma io trovo che lavorare con una corrente energetica in particolare sia di grande aiuto in certi momenti della vita. Un po’ per scelta personale e un po’ per legame familiare lavoro sempre con le Divinità infere (non sono i demoni, sono gli archetipi della morte e della rinascita o quelli del caos…Shiva, Loki, Osiride, Ecate, Ade, Arianrhod) sono tutte quelle Divinità che in qualche modo si trovano ad avere il compito di distruggere qualcosa per permettere a qualcosa di nuovo di prendere il suo posto.

Anziché seguire la regola del non mescolare i Panteon, a me qualche volta è capitato di mescolarli eccome, ma l’unica cosa che ho realmente percepito è che l’energia è sempre la stessa per genere (come dire che le divinità della guerra sono tutte uguali); sono partita come molti dal pantheon celtico e poi ho trovato la mia casa in quello Norreno con delle fughe in quello Greco, Egizio ed Hindù. Lavoro con queste energie da anni ormai, li considero parte integrante del mio essere e della mia famiglia, l’unica differenza è che li sento nel mio cuore anziché parlarci al telefono, non riesco a dare una forma all’energia riesco solo a percepirla, sarà perché sono molto razionale? Di prassi le divinità vengono chiamate solo nel cerchio e in occasioni speciali, ma se un archetipo vi prende come parte della SUA famiglia state certi che nei momenti di bisogno sentirà il vostro richiamo e verrà a controllare anche senza il bisogno di essere chiamato. Provare per credere!

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